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Sondaggi: Fratelli d’Italia frena ma è sempre primo, Paragone sopra la soglia di sbarramento

Ultimi sondaggi politici, la consueta rilevazione settimanale di SWG segnala i primi cambiamenti nello scacchiere politico all’avvio della veloce campagna elettorale verso le elezioni anticipate del 25 settembre 2022. Mentre gli equilibri negli schieramenti, soprattutto a sinistra, sono ancora in deciso movimento, il sondaggio SWG segnala importanti novità e alcune conferme. (Continua a leggere dopo la foto)

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Ultimi sondaggi politici: Fratelli d’Italia frena, Paragone sopra la soglia di sbarramento

La prima notizia che arriva dal sondaggio realizzato da SWG per il Tg di LA7 e presentato in diretta il 1° agosto da Enrico Mentana, è la frenata di Fratelli d’Italia. Il calo registrato è piuttosto pesante, quasi un punto percentuale. Permette il riavvicinamento del PD, ora a cinque decimali di punto e in crescita appunto dello 0,5%. Gli altri partiti del centrodestra hanno performance contrastanti: mentre la lega cede ancora qualche decimale di punto, fermandosi al 12%, Forza Italia ne guadagna qualcuno, risalendo al 7,5% dei consensi potenziali.

Ma la notizia più importante arriva dai cosiddetti outsider. Continua infatti la corsa di Gianluigi Paragone, che con la sua Italexit per l’Italia è rilevato sopra la soglia di sbarramento (3,2%), in crescita di mezzo punto rispetto alla precedente rilevazione. Questo risultato permette a Paragone di lasciarsi alle spalle gli altri “piccoli”, soprattutto Italia Viva di Renzi, appena sotto alla soglia di sbarramento. Abissale invece la distanza con la nuova creatura politica di Luigi Di Maio, all’1,7%, penalizzata anche dall’annuncio di una possibile candidatura del ministro degli Esteri in una lista del PD.

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L’exploit di Paragone non sorprende: ecco perché

La crescita del movimento di Gianluigi Paragone non sorprende. Già a gennaio 2022 una rilevazione commissionata all’Istituto Piepoli certificava che ben il 22% degli italiani era disposta a votare un partito di vera opposizione, in particolare alle vessatorie norme sul green pass. E questa opposizione è ben rappresentata dal movimento del giornalista e senatore del  gruppo misto che in questi mesi ha continuato a battagliare sulle decisioni del governo Draghi e non solo in materia sanitaria.

E le scelte di questi giorni, con la candidatura al Parlamento di alcuni dei leader delle proteste no green pass e anime del dissenso contro il “pensiero unico” della maggioranza che ha sostenuto il governo Draghi, non faranno che aumentarne i consensi. Non si tratta solo di consensi potenziali. L’area del dissenso, in Italia, se non fosse per Paragone e per pochi altri, sarebbe praticamente senza voce. Ecco perché l’appeal di Italexit sull’elettorato è in costante crescita.

Un partito “no green pass” con Gianluigi Paragone alla guida piace al 23% degli italiani

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