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Vaccino antinfluenzale, Pregliasco: “15 giorni prima della terza dose” anti-Covid

Vaccino antinfluenzale 2021, quando va fatto? Praticamente per i soggetti fragili è già ora di farlo. “L’indicazione è di somministrare il vaccino anti-covid a distanza di 15 giorni da quello a antinfluenzale”. A suggerirlo parlando con l’agenzia di stampa Dire è il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano. (Continua a leggere dopo la foto)

Vaccino antinfluenzale 2021

Vaccino antinfluenzale 2021 quando? Secondo Pregliasco nei soggetti fragili dopo terza dose anti-Covid

Dal 20 settembre alcune categorie di soggetti particolarmente fragili potranno ricevere la terza dose del vaccino anti-Covid. Successivamente la campagna sarà estesa agli ospiti delle Rsa e agli ultraottantenni. Allo stesso tempo a partire da fine ottobre, in vista dell’autunno, si dovrà procedere con le iniezioni dell’antinfluenzale, che quest’anno vengono raccomandate anche agli over 18.
L’amministrazione lombarda si sta preparando per garantire entrambe le somministrazioni. Per Pregliasco il ruolo della farmacie sarà fondamentale: “Finalmente- commenta- si è diffusa la cultura della farmacie come luoghi in cui vengono erogati servizi importanti per i cittadini”.
Secondo le indicazioni di Palazzo Chigi saranno, infatti, proprio le farmacie a dover occuparsi delle iniezioni del vaccino antinfluenzale 2021 per i più giovani.

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L’obiettivo a cui tendere è diffondere una copertura più alta di quella raggiunta negli anni passati. Anche perché, come ricorda Pregliasco, questo può aiutare “le diagnosi differenziali” dando uno strumento utile ai medici per iniziare a capire se si tratti di Covid-19 o di influenza. Pregliasco suggerisce di utilizzare pure le vaccinazioni contro gli pneumococchi, “che servono a proteggere dalle polmoniti e dalle bronchiti” e che possono essere somministrate insieme all’antinfluenzale.

Bisognerà, insomma, organizzarsi. Guardando anche al futuro. “E’ probabile che la terza dose diventi strutturale per i pazienti più fragili”, ipotizza Pregliasco. Ma già a partire da quest’anno non si potrà più contare sui grandi hub, che soprattutto in Lombardia hanno favorito la vaccinazione di massa. Ci si dovrà affidare alla medicina di prossimità (e, quindi, anche alle farmacie). La Lombardia dice di essere già pronta. (Dire)

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