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Vaccino Covid in Italia, Speranza: «Ecco cosa accadrà dopo l’Epifania…», l’incubo non è finito

Vaccino Covid in Italia. «È come se dopo una lunga notte, potessimo finalmente rivedere l’alba. Il mattino però – dobbiamo esserne consapevoli – è ancora lontano», così il ministro della Salute Roberto Speranza, che teme che con l’arrivo del vaccino gli Italiani smettano di prestare attenzione ai dispositivi anti Covid, come le mascherine, e le altre importanti cautele quali il distanziamento. Un invito dunque alla prudenza: «Perché dal 7 gennaio si tornerà al sistema delle aree colorate, che ha dimostrato di funzionare abbassando l’Rt da 1,7 a 0,82, senza bloccare tutto il Paese».

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Vaccino Covid Italia Speranza

Vaccino Covid Italia Speranza: «Ecco cosa accadrà dopo l’Epifania», l’incubo non è finito

Alla domanda di “Repubblica” sulle misure prese durante le feste, davanti al timore che possano non bastare ad evitare una recrudescenza del Covid-19, Speranza sospirando ha replicato: «Ho fiducia negli italiani. A ogni passaggio hanno sempre dimostrato di capire. Per questo penso che di fronte a chi ha dubbi o paure sul vaccino, le istituzioni debbano rispondere con trasparenza, portando le evidenze scientifiche. Senza insulti, senza scontri ideologici, senza trattare chi mostra perplessità come un troglodita». Il ministro della Salute ha passato il Natale a Roma con la moglie e i due figli. Il padre, che ha 79 anni, è rimasto da solo a Potenza. «Me lo ha detto lui: dici a tutti di non spostarsi, come potrei farlo io? Quest’anno è così, quest’anno bisogna resistere».

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Per adesso l’unico vaccino che ha la certificazione dell’Ema è quello della Pfizer

«L’arrivo del vaccino è quello che gli inglesi chiamano game changer, un punto di svolta che cambia gli equilibri. È un momento da accogliere con gioia, ma dobbiamo essere consapevoli che non ne vedremo l’impatto epidemiologico ancora per un tempo significativo. Perché ci sia un effetto sul Rt, abbiamo bisogno che si vaccinino tra i 10 e i 15 milioni di persone, numeri che avremo in primavera inoltrata. Abbiamo davanti mesi in cui l’unica arma a disposizione continueranno a essere le misure non farmacologiche, che non potremo dismettere», ha affermato Speranza. Sono 9750 le dosi, che saranno distribuite a tutte le Regioni. Ma ci vorrà tempo per uscire fuori dall’incubo: «Tu vaccini una persona, dopo 3 settimane devi fare la seconda iniezione e dopo 7 o 10 giorni gli anticorpi saranno efficaci. Per immunizzare 10 milioni di persone serviranno 20 milioni di iniezioni». Per ora, l’unico vaccino che ha la certificazione dell’Ema è quello della Pfizer, ma il via libera a quello di Moderna potrebbe arrivare già il prossimo 6 gennaio: «Se così sarà, ci consegneranno 1,3 milioni di dosi entro il primo trimestre 2021». L’ipotesi dell’obbligatorietà non convince Speranza: «Tutta Europa ha scelto un’altra strada. I numeri che arrivano dalle Regioni sulle preadesioni del personale sanitario sono molto confortanti, in alcune aree superano il 95 per cento».

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Covid vaccino Italia, Speranza: «Scuola? C’è un accordo con le Regioni per riaprire in presenza le superiori al 50%»

Speranza è convinto dell’operato suo e del governo: «La gratuità del vaccino, comprato dallo Stato e pagato dallo Stato, non dalle Regioni come per l’antinfluenzale; la gestione centralizzata; l’obiettivo finale: raggiungere l’immunità di gregge». La variante inglese non lo spaventa: «Tutti i nostri scienziati ci dicono che i vaccini dovrebbero essere efficaci per questa mutazione, che però ci dimostra come la partita sia ancora da vincere». A proposto della scuola, Speranza ha detto: «Abbiamo tenuto aperto il primo ciclo anche in zona rossa, l’abbiamo tutelata il più possibile. C’è un accordo con le Regioni per riaprire in presenza le superiori al 50%, potenziando il contact tracing sul quale adesso la scuola avrà la priorità». Tutto però dipende dall’andamento della curva del contagio. A “Repubblica” il ministro della Salute Speranza ha ribadito: «Bisogna tenere alta la guardia: proprio ora che il vaccino ci sta per portare fuori dall’incubo, non possiamo permetterci nessun errore». Leggi anche l’articolo —> Un super vaccino per il Covid: AstraZeneca e Sputnik insieme per un mix esplosivo

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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