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Viviana Parisi e Gioele, la famiglia chiede di nuovo di riaprire il caso

10/08/2026 12:53

Torna a far discutere la vicenda della morte di Viviana Parisi e del figlio Gioele Mondello, scomparsi nell’agosto 2020 nelle campagne di contrada Sorba, a Caronia, in provincia di Messina. A sei anni di distanza, la famiglia torna a chiedere pubblicamente la riapertura del caso, archiviato dalla Procura con l’ipotesi di omicidio-suicidio.

Viviana Parisi e Gioele Mondello, la famiglia chiede di nuovo la riapertura del caso

La versione ufficiale mai accettata dalla famiglia

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 3 agosto 2020 Viviana Parisi, 43 anni, uscì di casa insieme al figlio Gioele, di appena 4 anni. L’auto della donna rimase coinvolta in un incidente lungo l’autostrada A20, nei pressi della galleria Pizzo Turda. Madre e figlio abbandonarono a piedi il veicolo, dirigendosi verso la campagna circostante. Il corpo di Viviana fu ritrovato cinque giorni dopo ai piedi di un traliccio dell’alta tensione, mentre quello del piccolo Gioele fu rinvenuto sedici giorni dopo la scomparsa, non lontano da lì.

Le indagini si conclusero con l’archiviazione del caso, sulla base della ricostruzione secondo cui la morte del bambino non sarebbe riconducibile all’azione di terze persone, e quella della donna sarebbe stata di natura suicidiaria.

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I dubbi di Daniele Mondello

Daniele Mondello, marito di Viviana e padre di Gioele, non ha mai accettato questa versione dei fatti. L’uomo si batte da anni per ottenere la riapertura delle indagini, sostenendo che nella ricostruzione ufficiale permangano lacune e contraddizioni mai del tutto chiarite, in particolare sulle tempistiche dei soccorsi e su alcuni elementi tecnici raccolti sulla scena.

Assistito dall’avvocato Francesco Mazza, Mondello ha già presentato in passato istanze formali alla Procura di Patti per chiedere la riapertura del fascicolo, sostenuto da un team di consulenti che negli anni ha condotto ulteriori accertamenti sul caso.

Le richieste respinte dalla Procura

Le precedenti istanze di riapertura, tuttavia, sono state respinte dalla Procura di Patti, guidata dal procuratore capo Angelo Cavallo, secondo cui gli elementi presentati dal team della famiglia non avrebbero fornito nuove fonti di prova né spunti investigativi sufficienti a giustificare la riapertura del caso. Anche la richiesta di dissequestro degli indumenti indossati da Viviana e Gioele quel giorno è stata respinta dal tribunale, che ha ritenuto i reperti già sottoposti a tutti gli accertamenti scientifici possibili.

Il nuovo appello della famiglia

Nonostante i precedenti dinieghi, la famiglia continua a ritenere che la ricostruzione ufficiale non spieghi in modo convincente quanto accaduto in quei giorni, tornando a chiedere pubblicamente l’apertura di un nuovo filone di indagine capace di fare piena luce sulla vicenda.

Una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica

Il caso di Viviana Parisi e Gioele Mondello resta uno dei casi di cronaca più discussi e controversi degli ultimi anni in Italia, capace di suscitare ancora oggi un’ampia partecipazione emotiva da parte dell’opinione pubblica, divisa tra chi ritiene la ricostruzione della magistratura definitiva e chi, come la famiglia, continua a chiedere risposte diverse su quanto accaduto in quelle tragiche settimane del 2020.

Fonte: Virgilio Notizie, Leggo.it, MessinaToday, La Sicilia, Fanpage.it

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