Il meteo italiano si prepara a un’ultima, intensa fiammata di caldo africano prima del cambio di scenario atteso a settembre. Nel suo ultimo aggiornamento, datato 22 agosto, il colonnello Mario Giuliacci traccia lo scenario meteo fino al 5 settembre, delineando una nuova rimonta dell’anticiclone africano proprio negli ultimi giorni del mese.

Il picco tra il 27 e il 29 agosto
Secondo le previsioni di Giuliacci, il caldo africano tornerà a intensificarsi tra il 27 e il 29 agosto, con il momento più rovente atteso tra il 28 e il 29. Il Sud sarà l’area maggiormente interessata dalla nuova ondata, ma la fiammata coinvolgerà temporaneamente anche parte del Centro Italia.
Fino a 40 gradi nel Foggiano e nel Materano
Le temperature potrebbero raggiungere valori molto elevati, con punte vicine ai 40 gradi nelle aree interne del Foggiano, del Materano e delle isole maggiori. Al Centro, tra il 27 e il 28 agosto, l’anticiclone africano porterà una nuova fiammata con massime fino a 34-36 gradi. Al Nord, invece, le temperature resteranno generalmente sotto i 30 gradi, con l’eccezione dell’Emilia-Romagna, dove si potranno toccare i 34-35 gradi.
“Il caldo africano è duro a morire”
Lo stesso Giuliacci, in un video pubblicato sul proprio canale YouTube, ha definito l’ondata di caldo “duro a morire”, sottolineando come l’anticiclone continui a resistere nonostante le precedenti previsioni di cedimento.
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Da inizio settembre, cambia tutto
Ma la fiammata di fine agosto non sarà destinata a durare. Da inizio settembre, il quadro dovrebbe cambiare soprattutto al Centro-Nord, con l’arrivo di perturbazioni, piogge e un deciso calo termico. Al Sud, invece, il caldo resterà più resistente, mantenendo temperature superiori alla media anche nei primi giorni del nuovo mese.
La distinzione tra caldo generico e ondata africana
Giuliacci chiarisce inoltre una distinzione importante per interpretare correttamente le previsioni: temperature attorno ai 30 gradi si registreranno con ogni probabilità anche nel corso di settembre, un valore comunque nella norma stagionale. L’ondata di caldo africano vera e propria, invece, corrisponde a picchi termici ben più elevati, generalmente compresi tra i 34 e i 35 gradi.
Un’estate 2026 che non molla la presa
Con questa nuova fiammata attesa a ridosso della fine del mese, l’estate 2026 conferma ancora una volta la propria caratteristica principale: un’alternanza serrata tra brevi tregue temporalesche e nuove impennate dell’anticiclone africano, in un andamento che ha caratterizzato gran parte della stagione su tutto il territorio nazionale.
Fonte: Il Mattino, con dati e dichiarazioni del colonnello Mario Giuliacci