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Omicidio Carol Maltesi, arriva la decisione dei giudici sull’ex Davide Fontana

16/09/2026 15:24

È arrivata una nuova decisione nel lungo procedimento giudiziario per l’omicidio di Carol Maltesi. Davide Fontana, l’ex bancario accusato di aver ucciso la 26enne nel gennaio 2022 a Rescaldina, nel Milanese, è stato nuovamente condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano.

Davide Fontana processo per l’omicidio di Carol Maltesi

Il verdetto arriva al termine del terzo processo d’appello sul caso e dopo una vicenda giudiziaria particolarmente complessa. La questione centrale affrontata dai giudici era ancora una volta quella della premeditazione, l’aggravante sulla quale si sono concentrati i precedenti giudizi e i successivi interventi della Corte di Cassazione.

La nuova condanna all’ergastolo

La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha riconosciuto nuovamente la premeditazione, confermando quindi la pena dell’ergastolo per Fontana. Si chiude così un nuovo capitolo di una vicenda processuale che ha già portato a diverse sentenze e ad altrettanti passaggi davanti alla Cassazione.

Fontana aveva già ricevuto due condanne all’ergastolo nei precedenti giudizi d’appello. Entrambe, però, erano state successivamente annullate dalla Corte di Cassazione proprio per la necessità di riesaminare la questione relativa alla premeditazione.

Il nodo della premeditazione

È proprio questo il punto sul quale si è concentrato il nuovo processo. La Cassazione, infatti, aveva disposto un nuovo giudizio dopo aver rilevato criticità nella motivazione relativa all’aggravante. Non era quindi in discussione la responsabilità di Fontana per l’omicidio, già riconosciuta nei precedenti gradi di giudizio, ma la qualificazione del delitto sotto il profilo della premeditazione.

La Procura generale di Milano aveva chiesto nuovamente l’ergastolo, sostenendo la presenza di elementi tali da dimostrare che il delitto fosse stato preparato in anticipo. La difesa, invece, ha continuato a sostenere una ricostruzione diversa, contestando proprio l’esistenza della premeditazione.

Le parole di Davide Fontana in aula

Nel corso dell’udienza Fontana ha reso dichiarazioni spontanee, tornando a parlare del delitto. L’ex bancario ha affermato di non aver mai organizzato di fare del male a Carol Maltesi e ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto.

Le sue parole sono arrivate in un processo nel quale l’accusa ha invece sostenuto una ricostruzione caratterizzata dalla preparazione del delitto e anche delle azioni successive alla morte della giovane. Proprio questi elementi sono stati nuovamente discussi davanti ai giudici per stabilire se fosse configurabile l’aggravante della premeditazione.

Un procedimento giudiziario durato anni

Il caso giudiziario di Carol Maltesi ha attraversato diversi gradi di giudizio. Nel giugno 2023, in primo grado, Fontana era stato condannato a 30 anni di reclusione. In quella fase non era stata riconosciuta la premeditazione.

Successivamente la Corte d’Assise d’Appello aveva modificato la pena portandola all’ergastolo, riconoscendo l’aggravante. La Cassazione aveva però annullato la decisione con rinvio, rendendo necessario un nuovo processo. La stessa situazione si è ripetuta successivamente, fino ad arrivare all’attuale giudizio d’appello.

La decisione chiude un altro capitolo del caso

Con il nuovo verdetto, i giudici hanno quindi riconosciuto ancora una volta la premeditazione e condannato Fontana all’ergastolo. La decisione rappresenta l’ultimo sviluppo di una vicenda giudiziaria che, dal delitto del gennaio 2022, ha richiesto numerosi passaggi processuali.

Il caso di Carol Maltesi resta così segnato da un percorso giudiziario particolarmente lungo e complesso, nel quale il tema della premeditazione è stato più volte sottoposto al vaglio dei giudici. L’ultima parola sul punto è arrivata oggi con la nuova sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano.

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