in

Chi è Biagio Passaro di IoApro, arrestato agli scontri no Green pass

“Si sfonda la sede della Cgil a Roma”: sono queste le parole che in un video, Biagio Passaro, ha utilizzato per annunciare la violenta irruzione nella sede del famoso sindacato. Il canale prescelto per tale confessione è stato il proprio personale profilo di Facebook. (Continua dopo la foto)

Dopo le manifestazioni No Green Pass di sabato molti partiti stanno chiedendo a gran voce una mozione per ottenere lo scioglimento di Forza Nuova. Da venerdì 15 ottobre 2021 scatterà l’obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori e non è difficile immaginare proteste che potrebbero coinvolgere varie città del Paese. Allerta massima da parte della Polizia, come ha precisato il capo Lamberto Giannini. La ministra Lamorgese, criticata da ogni dove per l’assalto alla sede della Cgil, ha convocato per mercoledì un comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza. (Continua dopo la foto)

Biagio Passaro IoApro arrestato no Green pass a Roma

L’imprenditore e ristoratore, di origine napoletana ma modenese d’adozione, è general manager del Regina Margherita Group, un franchising di pizzerie con punti vendita anche all’estero. Alle cronache nostrane Passaro si è fatto notare grazie al movimento IoApro, di cui è uno dei leader. “Ragazzi, IoApro e tutti hanno invaso la Cgil”, dice nella diretta su Facebook. Dal megafono si sentivano urla come “Stiamo aspettando Landini” e ancora “Giù le mani dal lavoro, venduti”. Come si legge su Notizie.it movimento di cui è leader Biagio Passaro, IoApro, è anche promotore di un referendum per l’abrogazione del Green pass, che da venerdì 15 ottobre sarà obbligatorio anche sul posto di lavoro.

Chiara muore annegata nella piscina del centro benessere, aveva solo 30 anni

Seguici sul nostro canale Telegram

bungee jumping

Dramma al Bungee jumping, madre di 3 figli si lancia nel vuoto e muore: errore imperdonabile

Premio Nobel Economia 2021 David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens

Premio Nobel per l’Economia 2021 a David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens