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Caro carburanti, a rischio una parte dei bus in Emilia-Romagna: le imprese private perdono 43 centesimi a chilometro, buco da 10 milioni l’anno

13/10/2026 10:39

Il caro carburanti rischia di colpire il trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna. A lanciare l’allarme, in una conferenza stampa a Bologna lunedì 12 ottobre, è il Caipet, il Comitato che riunisce le associazioni delle imprese private del trasporto di persone su strada: ogni chilometro percorso costa mediamente 43 centesimi in più di quanto viene riconosciuto alle aziende. Il risultato è un disavanzo di quasi 10 milioni di euro l’anno. Altre notizie nella sezione carburanti.

Un autobus di linea in Emilia-Romagna: le aziende private del trasporto pubblico denunciano una perdita di 43 centesimi a chilometro per il caro carburanti

I numeri della relazione tecnica

Moltiplicata per gli oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti ogni anno dalle imprese private, la perdita di 43 centesimi per chilometro porta a quasi 10 milioni di euro di squilibrio economico annuale. Le aziende rappresentate dal Comitato assicurano oltre il 20% del trasporto pubblico regionale su gomma, tra linee ordinarie, trasporto scolastico e collegamenti tra i comuni.

Gasolio: +37% in sei mesi

Secondo i dati presentati, a pesare in modo particolare è il prezzo del gasolio: tra marzo e settembre 2026 i rincari medi sono stati del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per il solo 2026 gli extracosti legati al carburante sono stimati in circa 19 centesimi al chilometro. Aumentano però anche le spese per personale, manutenzioni e assicurazioni.

Un problema che viene da prima

Il Caipet sottolinea che la distanza tra i costi effettivi del servizio e i corrispettivi riconosciuti alle imprese era già presente prima dell’ultima crisi, e che i rincari energetici l’hanno aggravata.

Le misure già adottate non bastano

Secondo le associazioni, il credito d’imposta avrebbe coperto meno di un terzo dei rincari, mentre le risorse ministeriali annunciate per il rinnovo contrattuale non sono ancora state erogate e non sarebbero comunque sufficienti a riequilibrare i costi.

Le richieste: ristori e un tavolo permanente

Il coordinatore del Caipet, Davide Missiroli, chiede un provvedimento straordinario per il 2026, capace di garantire la continuità dei servizi e di superare la frammentazione delle singole trattative territoriali. Le imprese domandano ristori immediati, interventi strutturali sui corrispettivi, più risorse al Governo e un tavolo permanente con la Regione. “Quando produrre un chilometro costa strutturalmente più di quanto viene riconosciuto, il sistema non regge”, avverte Missiroli.

Chi è a rischio

Senza risposte, avvertono le associazioni, potrebbero essere costrette a ridurre corse e collegamenti. A rischio sarebbe soprattutto la rete capillare dei piccoli centri e delle aree interne e montane, dove l’autobus è fondamentale per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e servizi essenziali. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Confcooperative, Cna, Confartigianato e Anav.

Cosa non è ancora deciso

Al momento non risultano tagli annunciati: si tratta di un allarme delle imprese e di un rischio in assenza di interventi. La Regione e il Governo non hanno ancora risposto alle richieste, secondo le fonti consultate.

Fonte: Repubblica Bologna, Il Resto del Carlino, BolognaToday, Romagna Notizie, CityNext, Ravenna e Dintorni

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