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Caso Bozzoli, nuove indagini sulla morte di Beppe Ghirardini: fondati motivi per riaprire l’inchiesta

Mario Bozzoli scomparso: non sarà archiviata l’inchiesta parallela relativa alla misteriosa morte del suo operaio, Giuseppe Ghirardini. Le sorelle dell’addetto ai forni della fonderia di Marcheno, scomparso poco dopo il suo titolare e trovato cadavere a Case di Viso, si erano opposte all’archiviazione per suicidio. Da sempre, infatti, ipotizzano che l’uomo sia stato costretto ad ingerire la capsula di cianuro che l’ha ucciso, trovata nel suo stomaco durante l’esame autoptico.

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La morte sospetta di Ghirardini è legata alla scomparsa di Mario Bozzoli?

La scomparsa di Beppe Ghirardini avvenne poche ore dopo quella dell’imprenditore bresciano suo titolare. Proprio nel giorno in cui l’operaio era atteso dagli inquirenti per essere interrogato in qualità di persona informata sui fatti, non si presentò al colloquio e si allontanò in auto. Fu rinvenuto cadavere a oltre 100 km da casa, in un luogo impervio, in località Ponte di legno. Morto avvelenato. Forse ha assistito all’omicidio (presunto) di Mario Bozzoli? Probabilmente la causa della sua morte è legata alla misteriosa sparizione del suo titolare e amico, avvenuta all’interno della fonderia dove erano presenti i suoi operai e i due nipoti e consoci Alex e Giacomo Bozzoli. Quest’ultimo, com’è noto, è stato rinviato a giudizio con le pesanti ipotesi di reato di omicidio volontario e distruzione di cadavere.

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Disposte nuove indagini sulla morte di Giuseppe Ghirardini

La Procura, che si è sempre mossa ipotizzando il reato di istigazione al suicidio, aveva chiesto che il caso fosse archiviato. Adesso è ufficiale: ciò non avverrà. Le indagini proseguiranno. ll Gip del tribunale di Brescia – è notizia di queste ore – ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dai legali della famiglia Ghirardini e disposto una proroga d’indagine. Vi sarebbero dunque elementi validi per riaprire l’inchiesta ed approfondire diversi aspetti della vicenda mai davvero chiariti. Potrebbe interessarti anche —> Caso Bozzoli, non solo Ghirardini: potrebbe esserci un’altra morte sospetta dietro il giallo di Marcheno

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Operai intercettati: frase sospetta su Beppe Ghirardini

Nel luglio scorso era emersa una indiscrezione riguardante una intercettazione importante in mano agli inquirenti. Si tratterebbe di una frase pronunciata da uno degli operai della fonderia di Marcheno presente sul posto al momento della scomparsa di Mario Bozzoli. L’uomo in questione sarebbe l’operaio Oscar Maggi che si trovava in auto con Akwasi Aboagye detto Abu. I due colleghi, dapprima indagati e poi prosciolti, all’epoca dei fatti erano da giorni sotto i riflettori della stampa e degli inquirenti perché nella fonderia dove lavoravano era misteriosamente scomparso uno dei loro titolari, Mario Bozzoli, appunto.

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Questa la frase sospetta intercettata: Se Beppe (Ghirardini ndr) racconta qualcosa di sbagliato siamo nei casini”. Il Beppe di cui parla Maggi è Giuseppe Ghirardini, addetto al forno grande della fonderia, presente in fabbrica la sera dell’8 ottobre 2015 quando Bozzoli scomparve. Di lui si persero le tracce pochi giorni dopo il suo titolare, lo trovarono senza vita dopo dieci giorni. Avvelenato da una capsula di cianuro non in commercio. Quando i due intercettati parlavano, Ghirardini era ancora ‘solo’ un uomo scomparso. Venne ritrovato cadavere il 18 ottobre, nei boschi di Case di Viso. Questo ed altri elementi saranno presumibilmente oggetto di ulteriori approfondimenti nell’ambito delle nuove indagini disposte.

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Written by Michela Becciu

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