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Giacomo Bozzoli a processo per l’omicidio dello zio: nessuno sconto di pena in caso di condanna, rischia l’ergastolo

Mario Bozzoli nipote: rinviato a giudizio Giacomo Bozzoli, lo ha deciso oggi pomeriggio 10 dicembre il Gup del tribunale di Brescia, Alberto Pavan. Accolta quindi la richiesta della Procura che accusa il nipote dell’imprenditore scomparso di averlo ucciso. L’ipotesi di reato è pesantissima per il consocio del 50enne scomparso in circostanze misteriose e il cui corpo non è mai stato rinvenuto: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e soppressione di cadavere. 

Giacomo Bozzoli sarà processato: il Gup ha deciso

Mario Bozzoli è scomparso la sera dell’8 ottobre 2015 a Marcheno. Di lui si sono perse le tracce mentre si trovava all’interno della fonderia che gestiva insieme al fratello Adelio e ai di lui figli, Alex e Giacomo, appunto. L’imputato si professa innocente e la sua difesa sostiene che non vi sarebbero prove a suo carico. Sulla scorta di questa convinzione, infatti, ha chiesto il rito ordinario che, in caso di condanna, non ammette alcuno sconto di pena. Il processo si celebrerà davanti alla Corte d’assise con dibattimento in aula, visto che l’imputato non ha scelto riti alternativi, e inizierà il prossimo 14 gennaio.

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Nessuno sconto di pena in caso di condanna: Giacomo rischia l’ergastolo

Giacomo Bozzoli è accusato di aver fatto sparire lo zio, ucciso per un presunto movente economico, e di averne fatto sparire il cadavere. Secondo l’ipotesi accusatoria della magistratura, infatti, il nipote e consocio dopo il delitto sarebbe uscito furtivamente dalla fonderia trasportando a bordo della sua auto il corpo esanime dello zio per disfarsene. Corpo che, lo ricordiamo, non è mai stato ritrovato. Il giallo di Marcheno, a cinque anni dai fatti, giunge quindi ad un punto di svolta. La procura generale di Brescia reputa di aver raccolto un insieme di indizi in grado di dimostrare il coinvolgimento di Giacomo nella sparizione dello zio. La eventuale prova di ciò, nei prossimi mesi si formerà in aula, durante il dibattimento.

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Il presunto movente economico

L’omicidio dell’imprenditore bresciano sarebbe maturato in un contesto lavorativo fatto di aspri attriti tra lui ed i nipoti consoci. L’accusa ipotizza che fosse venuto a conoscenza di una truffa ordita a sua insaputa e finalizzata a finanziare l’avvio di una seconda ditta a Bedizzole di proprietà di Alex e Giacomo. Secondo i carabinieri, Adelio Bozzoli avrebbe finto un guasto a uno dei forni dell’azienda per riscuotere un premio dall’assicurazione di oltre 500mila euro. Soldi destinati all’attività dei suoi figli. Mario, una volta venuto a conoscenza di ciò, sarebbe andato su tutte le furie. Il nipote l’avrebbe ucciso per metterlo a tacere per sempre, a seguito dell’ennesimo litigio.

Sono diversi i testimoni sentiti nell’ambito delle lunghe indagini che descrivono Giacomo come un uomo violento, che addirittura avrebbe già in passato pianificato di uccidere l’odiato zio. Accuse che l’uomo ha con forza rispedito ai mittenti. Se riconosciuto colpevole dei reati che gli vengono contestati, Giacomo Bozzoli rischia di essere condannato all’ergastolo. Potrebbe interessarti anche —> Caso Bozzoli, non solo Ghirardini: potrebbe esserci un’altra morte sospetta dietro il giallo di Marcheno

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