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Covid, Cartabellotta (Gimbe): “Situazione di calma piatta apparente, serve programmazione nel medio periodo”

Decreto Covid e nuove restrizioni, “situazione di calma piatta apparente, a livello locale ci sono differenze importanti. Auspicabili restrizioni maggiori per arrivare bene all’estate”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia impegnata nel monitoraggio dei dati clinici sulla pandemia, questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus.

Decreto Covid e nuove restrizioni cartabellotta

Decreto Covid e nuove restrizioni, Cartabellotta fotografa la situazione in Italia: manca programmazione nel medio periodo

“La situazione dell’epidemia è una calma piatta apparente”, ha affermato Cartabellotta in apertura del suo intervento sulla radio universitaria romana. “Da 4 settimane abbiamo più o meno 85mila nuovi casi settimanali. Quando ci addentriamo all’interno delle singole regioni e province vediamo però che ci sono differenze importanti. Nonostante il sistema delle regioni a colori abbia funzionato nel medio periodo, abbiamo ancora 380mila pazienti positivi, oltre 17mila e 900 pazienti in ospedale, con tutti i dati che sono in incremento”.

“Se la campagna vaccinale non è riuscita a decollare – prosegue il medico fondatore di Gimbe – e abbiamo la problematica delle varianti, qualche restrizione maggiore sarebbe auspicabile. Perché altrimenti difficilmente riusciremo ad arrivare all’estate con il numero di casi basso come lo scorso anno”.

“O si introducono elementi di aggiustamento del sistema a fasce oppure rischiamo di trovarci in ritardo con l’accelerazione del virus”, sottolinea Cartabellotta. “Con la variante inglese nelle prossime settimane ci aspettiamo un incremento importante dei casi. Quello che abbiamo vissuto nei mesi passati è stato sempre frutto di una mancata programmazione nel medio periodo. Quello che funziona realmente è la tempestività piuttosto che la rigorosità delle misure”.

Vaccino Covid Italia Speranza

Il nodo delle forniture di vaccini

Sui vaccini Cartabellotta si aggiunge al lungo elenco dei critici e di chi chiede maggiore certezza sulle forniture. “Oggi – dice – il programma prevede 12,8 milioni di dosi per il primo trimestre, di questi solo quelli Pfizer sono in linea con le previsioni. Soffriamo della continua revisione al ribasso delle dosi previste e del ritardo di alcune aziende nella consegna. Anche gli altri Paesi si trovano in questa situazione con il ritardo nelle forniture”.

“Adesso sentir dire che adesso l’industria può vendere a terzi è una cosa che disturba un po”, denuncia il fondatore di Gimbe. “Poi abbiamo il problema delle somministrazioni, che sono andate benissimo fin quando abbiamo vaccinato il personale medico in ospedali e rsa, adesso che si stanno vaccinando gli ultra-ottantenni c’è una situazione di rodaggio che stenta a decollare e c’è una notevole differenza regionale. Quello che ci preoccupa di più è che gli ultraottantenni vaccinati rappresentano ancora una percentuale esigua. Vaccinarne l’80% entro il 31 marzo ad oggi è una mission impossible”. >> Le notizie sul coronavirus

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