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Governo, il politologo Pasquino: “Ho visto Draghi preoccupato, teme i pescecani della politica italiana”

Governo Draghi, “l’ho visto preoccupato, teme i pescecani della politica italiana. Conte ha sbagliato a dimettersi, lo vedrei bene come ministro degli Esteri. Renzi? E’ completamente inaffidabile perché non ha cultura politica, tutto ruota intorno alla sua ambizione personale”. Così questa mattina il professor Gianfranco Pasquino, politologo e accademico, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

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Governo Draghi, Pasquino: “L’ho visto piuttosto preoccupato, con decisione di Mattarella riaffermazione della politica”

Sul premier incaricato Mario Draghi, il prof. Pasquino parte da ricordi personali per finire a parlare della situazione psicologica in cui si trova oggi l’ex presidente della Bce. “Conosco Mario Draghi dal 1974, quando giocavamo a pallone insieme la domenica pomeriggio”, ha affermato. “Probabilmente oggi Draghi è ben altra persona che un semplice studente di dottorato. Ieri l’ho visto piuttosto preoccupato e anche leggermente emozionato”.

“Penso – ha aggiunto il politologo – che lui abbia due tipi di preoccupazioni: non essere sufficientemente addentro alla politica italiana che è fatta anche di molti pescecani e magari teme che qualche politico cerchi di ingannarlo sulle sue reali intenzioni, poi è preoccupato perché i problemi sono grandissimi e non sarà affatto facile correggere quelli che lui ritiene siano gli errori del precedente governo. La politica è fatta anche di rapporti personali e su questo l’ho visto molto preoccupato”.

“Il governo tecnico non esiste”, afferma Pasquino ai microfoni della radio romana. “Questo potrebbe essere un governo fatto da non politici, da questo punto di vista Draghi potrebbe essere un primo ministro non politico in quanto non eletto, ma lo era anche Conte. Il punto fondamentale è che sarebbe un governo fatto da persone che non hanno una carriera politica, ma ovviamente tutti i governi sono politici. La politica non è morta, sono stati sconfitti tutti i politici mediocri che hanno aperto una crisi senza alcun bisogno e che si sono comportati in maniera irresponsabile. La riaffermazione della politica l’abbiamo subito avuta, con la decisione del Presidente Mattarella”.

Il ruolo del Pd, Renzi e l’ex premier: “Conte? Potrebbe essere un buon ministro degli Esteri”

Sul ruolo del Pd nella crisi. “Sento delle critiche molto ingenerose e anche fattualmente sbagliate”, dice Pasquino. “Premetto che non sono mai stato iscritto nel Pd, che secondo me è un amalgama mal riuscita. Ma sono contrario a criticarlo oggi perché hanno svolto un ruolo fondamentale nel creare il governo giallorosso e sono stati il punto di equilibrio all’interno di una coalizione composita, il partito c’è, è l’unica organizzazione partita che ancora esiste. Il Pd –  prosegue il politologo – può ancora svolgere una funzione importante, sarà il punto su cui Draghi potrà fare maggiore affidamento”.

Poi il passaggio, molto interessante, su Giuseppe Conte. “Conte potrebbe essere un buon ministro degli Esteri, conosce l’inglese, ha dei rapporti con il mondo europeo. Nella storia della politica italiana molti Presidenti del Consiglio sono poi diventati ministri degli Esteri. Se vuole rimanere, questo sarebbe un ruolo importante. Immagino che in questo momento sia molto deluso per la situazione dovuta ad alcuni suoi errori, ma soprattutto a Renzi che non ha mantenuto la parola. Probabilmente Conte non doveva dimettersi, perché aveva ottenuto la fiducia sia alla Camera sia al Senato, dimettendosi ha aperto una strada ad una soluzione alternativa. Immagino che abbia avuto delle pressioni, che qualcuno l’abbia convinto che non ce l’avrebbe fatta”.

Su Renzi, infine, Pasquino è tutt’altro che benevolo. “Tecnicamente Renzi è l’uomo che ha distrutto il governo Conte due. Non ha seguito le indicazioni di Mattarella sui costruttori, adesso dice che si riconosce pienamente in quello che dice Mattarella. E’ completamente inaffidabile perché non ha cultura politica, tutto ruota intorno alla sua ambizione personale”. >> Le news di politica italiana

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con la cronaca locale, poi si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese", "Il Giornale di Varese", "Lavoro e Carriere", "Il Secolo XIX".

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