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Laura Ziliani patrimonio da oltre 3 milioni di euro: la fame di denaro ha accecato il trio diabolico

Laura Ziliani figlie patrimonio: il movente del delitto è economico, in queste ore stanno emergendo ulteriori dettagli circa le motivazioni con cui la Procura di Brescia venerdì scorso ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare in carcere per i tre indagati.

Non solo la nonna di Silvia e Paola Zani ha fornito elementi atti a corroborare la pista economica delineata dagli inquirenti. Anche la sorella (estranea alla vicenda omicidiaria) delle due ragazze, Lucia, avrebbe fornito alla magistratura inquirente diversi elementi a suffragio di quella tesi. E raccontato di avere assistito ad accese discussioni familiari in cui le due ragazze litigavano con la madre per motivazioni inerenti ai soldi. Lucia aveva da subito invitato gli inquirenti a non fidarsi delle sue sorelle.

Laura Ziliani parla la terza figlia: accuse alle sorelle Silvia e Paola

Anche lei conferma quindi ciò che da subito gli inquirenti avevano intuito: Mirto Milani, fidanzato ‘ufficiale’ di Silvia e amante segreto di Paola, bramava di potersi impossessare del patrimonio immobiliare della ex vigilessa di Temù ubicato tra Brescia e la Valcamonica. E di gestire i suoi soldi, dopo averla uccisa, insieme alle figlie. Cosa che in realtà già in parte faceva, presentandosi agli ospiti come ‘proprietario’ del B&B che in realtà era di proprietà della Ziliani.

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“Mia mamma mantiene le mie sorelle, anche perché Silvia è stata licenziata tre volte e da quanto ne so non ricevono gli affitti degli appartamenti perché è tutto bloccato”, ha detto Lucia agli inquirenti.

“Coniglio” veniva chiamato Mirto da Lucia, e pare proprio che Laura Ziliani non lo vedesse di buon occhio. Tra i due (e la madre di lui) non correva affatto buon sangue. Erano davvero eclatanti le ingerenze del ‘genero’ nella vita personale, familiare, economica di Laura. Agli atti delle indagini vi sarebbero addirittura delle intercettazioni in cui Mirto si lamenta, ha da ridire perché Laura dava alcune decine di euro alla figlia Lucia, con cui viveva. La bramosia sua e delle sue complici/amanti li avrebbe portati ad ordire un piano omicidiario agghiacciante, di una disumanità inaudita. Premeditato fin nei minimi dettagli.

Il movente economico: il patrimonio della vigilessa di Temù superava i 3 milioni di euro

Il patrimonio di Laura Ziliani, stando alle indiscrezioni che emergono in queste ore, ammonterebbe ad un valore che si aggira intorno a tre milioni di euro e oltre. Cifra derivante dagli immobili intestati alla ex vigilessa, eredità del marito morto in un incidente in montagna nel 2012.

Patrimonio che, nell’ottica dei tre indagati per concorso in omicidio, occultamento di cadavere e depistaggio, avrebbe dato loro stabilità economica. Intercettato dopo la scomparsa della Ziliani, il trio già progettava vacanze, l’acquisto di un’auto e di avviare i lavori di ristrutturazione di una delle case di Laura destinate a diventare un B&B. Senza nessun rimorso e/o riferimento al delitto commesso. Come se nulla fosse accaduto. La loro unica preoccupazione, stando alla ricostruzione della Procura, era mettere mano sugli averi di Laura, nel timore che qualche altro familiare avesse potuto ereditarne una parte.

Il depistaggio anche su Facebook: Le figlie di Laura si fingevano addolorate per la scomparsa della donna

Il trio indagato ha altresì creato un account Facebook in cui una delle figlie nei mesi scorsi commentava il punto sulle indagini fatto da diverse trasmissioni televisive che si occupavano del caso di Laura Ziliani. «Questa storia è davvero assurda. Hanno cercato ovunque, ma non si trova nulla. Cosa c’è dietro a tutto questo? (…). Adesso siamo a pezzi, queste indagini ci stanno uccidendo. Tutte le bugie, le ipotesi tendenziose, le vostre inesattezze, il vostro qualunquismo ci stanno uccidendo». Questo uno dei post apparsi sul social in cui le ragazze prendevano le distanze da quanto appreso in tv e si fingevano costernate e addolorate per la loro madre. Potrebbe interessarti anche —> Omicidio Laura Ziliani, l’inchiesta potrebbe allargarsi: il trio sospettato ha avuto dei complici?

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