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Gkn, De Palma (Fiom Cgil): “Secondo caso di lavoratori licenziati via email, sono atti di violenza”

Licenziamenti in Italia. E’ il “secondo caso di lavoratori licenziati per via informale. Il governo dovrebbe fare meno comunicati stampa e più tavoli di confronto. Prima tutti esagitati quando bisognava togliere il blocco dei licenziamenti, oggi sono tutti esagitati a dire: caspita, questa è la barbarie!”. Così Michele Del Palma, segretario nazionale della Fiom Cgil, oggi ai microfoni di Radio Cusano Campus. (Continua a leggere dopo la foto)

Licenziamenti in Italia: il caso dei 422 lavoratori della Gkn “liquidati” con un’email

Sui licenziamenti via mail dei 422 lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), Del Palma è molto duro. “Siamo al secondo caso di una comunicazione fatta per via informale come successo già alla Gianetti”, afferma. “Sono tutte e due aziende di proprietà di un fondo localizzate in modo multinazionale. Questo deve farci riflettere sulla svalorizzazione completa del ruolo delle persone nelle impresa, le persone vengono utilizzate come merci, quando non servono più vengono messi da parte”.

“Quello che impressiona – incalza il segretario della Fiom Cgil – è che loro licenziano per fare altri tipi di scelta che garantiscano maggiori profitti a chi investe in quelle aziende. C’è la volontà manifesta di mandare a casa le persone perché qualcuno pensa di delocalizzare per avere una maggiore redditività. Uno può anche confrontarsi se il prodotto ha una marginalità inferiore alle attese dell’azienda, uno si confronta e trova delle soluzioni, qui invece siamo all’unilateralismo da parte dell’impresa”.

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“Noi possiamo pensare che la vita delle persone sia dentro una roulette russa?”

“Noi possiamo pensare che la vita delle persone sia dentro una roulette russa? Oggi sei precario anche quando hai un lavoro a tempo indeterminato”, afferma Del Palma. “In Gkn nella stragrande maggioranza erano lavoratori a tempo indeterminato, i precari erano già stati mandati via. Io mi occupo di automotive, che è un settore in ristrutturazione in questo momento. Il governo dovrebbe fare meno comunicati stampa e più tavoli di confronto”.

“Se siamo in un Paese in cui un’azienda può pensare di agire così e non avere un governo che dice: tirate via le lettere di licenziamento, se ci sono dei problemi li affrontiamo con un negoziato. Com’erano tutti esagitati quando bisognava togliere il blocco dei licenziamenti, oggi sono tutti esagitati a dire: caspita, questa è la barbarie!”

“E’ chiaro  – conclude il segretario della Fiom-Cgil – che noi eravamo per prolungare il blocco dei licenziamenti. Ma dinnanzi alla volontà irrinunciabile di Draghi e del ministro di tornare indietro, abbiamo messo in atto un meccanismo che dice alle imprese: prima di licenziare devi mettere in campo gli ammortizzatori sociali, che sono a disposizione a costo zero, quindi un’azienda che decide di licenziare in questo contesto manifesta ulteriormente l’atto di violenza. E’ un omicidio preterintenzionale, lo hanno costruito prima. Non possiamo essere alla mercè di mercenari, se la situazione non cambia è evidente che si rischia uno scontro vero”.

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