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Nuove zone arancioni in Lombardia, la stretta per fermare l’avanzare della pandemia

Dopo un anno dal primo caso di Covid-19, l’Italia si trova ancora a fare i conti con il dilagare costante della pandemia. Nonostante le misure adottate nel nostro Paese per far fronte a questa emergenza sanitaria, in molte zone il numero dei contagi è in aumento, soprattutto a causa del diffondersi delle varianti da quella inglese a quella brasiliana. In queste ore in Lombardia sono state istituite diverse zone arancioni. In questi comuni dunque andranno rispettate nuove regole più rigide rispetto alla zona gialla. Tutto questo servirà per ridurre la circolazione del virus e per evitare che gli ospedali arrivino al collasso.

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Fase 2 autocertificazione

Lombardia zone arancioni: regole più ferree per arginare il diffondersi delle varianti

In Lombardia diverse zone diventano arancioni e precisamente: l’intera provincia di Brescia, il comune di Soncino (Cremona) e i comuni di Viadanica, Predore, Adrara San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso, tutti della Bergamasca. Nelle scorse ore dalla città di Brescia e dai comuni vicini era arrivato l’allarme per l’esplosione dei contagi da Covid-19, la maggior parte dei quali legati al diffondersi delle nuove varianti. L’ordinanza per il passaggio in zona arancione sarà firmata in giornata dal presidente Fontana. Alle normali restrizioni di questa fascia di rischio, se ne aggiungono altre riguardanti in modo particolare il mondo della scuola e del lavoro. Dunque in zona arancione rimarranno chiusi nidi, scuole dell’infanzia ed elementari. Per quanto riguarda il mondo dell’università si tornerà con le lezioni a distanza. Infine, lo smart working diventerà obbligatorio dove possibile.

autocertificazione 4 maggio

Gli altri divieti

Le nuove zone arancioni in Lombardia avranno delle regole leggermente più ferree rispetto a quelle normalmente applicate in questa fascia di rischio. Nelle zone arancioni rafforzate saranno consentiti spostamenti soltanto all’interno del proprio comune. Sarà possibile uscire dai confini comunali, presentando l’autocertificazione, per i soliti motivi di lavoro e di salute. Esclusa la possibilità di uscire dal comune per far visita a parenti e amici o per raggiungere le seconde case. Resta in vigore la deroga per i residenti nei comuni con meno di 5mila abitanti, i quali potranno superare i confini del proprio paese e spostarsi verso comuni entro una distanza di 30 chilometri, ma senza raggiungere i capoluoghi di provincia. Infine, chiusi anche bar e ristoranti, che potranno fare asporto fino alle 22 (fino alle 18 per i locali senza cucina). Chiusi anche i centri commerciali. >> Altre News

Foto di repertorio

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Maurizio Costanzo

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