C’è un nuovo capitolo nella lunga scia di terremoti politici innescati da Roberto Vannacci. Il generale, con il suo partito Futuro Nazionale in piena ascesa nei sondaggi, non sta agitando soltanto il centrodestra: l’ultima vittima illustre del suo magnetismo politico è Marco Rizzo, volto storico del comunismo italiano ed ex parlamentare di Rifondazione, appena messo in minoranza da Democrazia Sovrana Popolare, il partito che lui stesso aveva fondato e guidato come coordinatore.
Il motivo della rottura è tanto semplice quanto clamoroso: gli elogi ripetuti a Vannacci. Frasi come “un generale che dice no alla guerra mi piace” hanno fatto infuriare una parte consistente degli iscritti, che al congresso della scorsa settimana hanno voltato le spalle al fondatore. E Rizzo, dal canto suo, ha risposto con un gesto eloquente: al congresso non si è nemmeno presentato.
La resa dei conti: 500 iscritti a Roma e la richiesta di dimissioni

Lo strappo si è formalizzato domenica scorsa nella Capitale, dove il presidente del partito Francesco Toscano ha riunito circa 500 iscritti. Dall’assemblea è arrivata una linea durissima: Rizzo deve presentare le dimissioni ufficiali da coordinatore. E non è tutto: Toscano ha invitato a farsi da parte anche chiunque, dentro il movimento, stia accarezzando l’idea di seguire l’ex leader nella sua prossima avventura.
C’è chi, maliziosamente, parla di “scissione dell’atomo”, ricordando che alle ultime politiche Democrazia Sovrana Popolare si era fermata all’1,2%. Ma i numeri, in questa storia, contano meno del segnale politico: il fenomeno Vannacci è ormai capace di spaccare qualsiasi cosa tocchi, dal centrodestra tradizionale fino al sovranismo di matrice comunista.
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“L’Italia del domani”: il manifesto su YouTube che annuncia il nuovo partito
Ma chi pensava a un Rizzo in ritirata dovrà ricredersi. L’ex deputato ha già svelato le sue carte pubblicando sul proprio canale YouTube “Il manifesto politico di Marco Rizzo”, un documento che profuma inequivocabilmente di nuovo progetto: “Noi dobbiamo impegnarci per l’Italia del domani. L’Italia del domani è uno slogan che però può anche contenere l’idea di un partito”. Più chiaro di così: la nuova creatura politica è in cantiere, e il nome potrebbe essere già scritto.
Inevitabile la domanda delle domande: la futura formazione di Rizzo potrebbe finire alleata di Vannacci? La risposta dell’interessato è un colpo da maestro dell’ambiguità: “Vedremo”. Nessuna chiusura, nessuna conferma. Ma la porta, evidentemente, resta spalancata.
La sterzata sulla remigrazione: “Chi è favorevole alla migrazione vota Pd”
A rendere ancora più esplicita la traiettoria dell’ex comunista è arrivata la risposta sul tema più divisivo dell’agenda vannacciana, la “remigrazione”: “Se sono d’accordo? Sì e no. Se uno è favorevole alla migrazione vota Pd, io penso che l’Italia sia degli italiani”. Una dichiarazione che segna una distanza ormai siderale dalla sinistra tradizionale e un avvicinamento sempre più netto ai temi identitari del fronte sovranista.
Il mosaico, tessera dopo tessera, si compone: mentre Futuro Nazionale cresce nei sondaggi e preoccupa i partiti di governo, attorno al generale inizia a formarsi una costellazione di potenziali alleati. E la parabola di Marco Rizzo, dal comunismo ortodosso al “vedremo” rivolto a un ex militare, resta l’immagine più potente di una politica italiana in cui gli schemi di ieri non esistono più. La prossima mossa, ora, spetta a lui.