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Mascherine, quale tessuto è più efficace contro il Coronavirus?

Mascherine sì, mascherine no. Quel dispositivo anti-Covid che inizialmente gli stessi virologi avevano raccomandato soltanto a medici e infermieri si è rivelato nei mesi uno strumento fondamentale per evitare la diffusione del contagio, assieme al distanziamento sociale. Col caldo estivo è sopraggiunta l’insofferenza per questa protezione, che fa sudare. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. Esistono varie tipologie di mascherine: da quelle di stoffa alle chirurgiche, senza dimenticare le Ffp2 e le Ffp3. Ma quali sono quelle maggiormente consigliate dai virologi? Qual è la stoffa migliore da usare per fabbricarle? Che tessuto è più efficace contro il Coronavirus? Andiamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza.

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Mascherine, quale tipologia va usata col caldo? I consigli dei virologi

Con l’arrivo dell’estate diventa faticoso indossare la mascherina, ma non possiamo farne a meno. Ne va della nostra salute. Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, attraversoi social, citando uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, ha spiegato che col caldo la migliore da usare è quella chirurgica. «Per strada vedo ancora troppa gente con le N95 perché pensano siano migliori. Lasciamole agli operatori sanitari e continuiamo ad usare, quando servono, le mascherine chirurgiche», ha precisato il virologo con un post su Facebook, ricondiviso da vari siti online come ‘Io Donna’. Più severo il giudizio di Roberto Burioni«Visto che in fondo portare la mascherina non è un sacrificio così terribile, io penso che – non in spiaggia, quando siamo da soli e neanche se facciamo una passeggiata nei boschi – nei luoghi affollati sia ancora meglio portarla. O per lo meno, io la porto e sto ben lontano da chi non la porta. Poi decidete voi». L’esperto in un articolo pubblicato su MedicalFacts, ha ribadito l’importanza delle mascherine e ha fatto pure una specie di mea culpa: «A gennaio abbiamo detto, sbagliando (anche io), che le mascherine servivano solo ai malati. L’abbiamo detto perché quello era ciò che sapevamo, era quello che facevamo per le altre infezioni respiratorie e nessuno poteva immaginare una nuova infezione respiratoria trasmessa in grandissima parte da asintomatici, e invece così è stato». 

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Qual è il tessuto più efficace contro il Covid-19?

Veniamo ora all’altra importante domanda: qual è il tessuto migliore per fabbricare le mascherine? L’Organizzazione Mondiale della Sanità continua ad incoraggiarne l’uso soprattutto nei luoghi chiusi, quando non è possibile mantenere la distanza. Ma che materiale ci scherma di più dal Coronavirus? Cosa ci dà maggior protezione? A dare una risposta ci ha pensato una ricerca della Florida Atlantic University, rilanciata da ‘Ok Salute e Benessere’. Gli studiosi hanno preso in considerazione diversi tessuti che compongono le più diffuse mascherine. Ovviamente il team di lavoro ha escluso quelle usate da medici e dallo staff sanitario, proprio perché sono le più sicure. La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista Physics of Fluids, ha esaminato anche quelle fatte in casa. Non poche persone, soprattutto all’inizio della pandemia, quando tali dispositivi erano introvabili, hanno dovuto improvvisarsi sarti per confezionare delle mascherine.

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Mascherine, qual è la stoffa migliore? I risultati di uno studio americano

Come scrive ‘Ok Salute e Benessere’ i risultati della ricerca hanno dimostrato che le mascherine che aderiscono bene al viso costituite da due strati di tessuto trapuntato sono le migliori per fermare le goccioline di Flugge, che sono la principale via di contagio. I ricercatori hanno utilizzato dei manichini a cui hanno fatto indossare le mascherine di varia tipologia, poi hanno simulato starnuti e colpi di tosse, ricorrendo ad una pompa manuale e ad un simulatore di fumo. Risultato? Senza protezione i droplet espulsi con un colpo di tosse raggiungono superfici poste anche a 2,5 metri di distanza. La bandana fa sì che la distanza si riduca a meno di un metro (circa 91 cm). Con le mascherine fatte con il tessuto usato per le t-shirt o i fazzoletti le goccioline viaggiano per quasi 40 centimetri. Se si usano le mascherine a cono i droplet si fermano dopo 24 centimetri; con quelle fatte di tessuto trapuntato le goccioline non vanno oltre i 6 centimetri e mezzo. leggi anche l’articolo —> Coronavirus, i numeri di oggi: 201 nuovi casi, di cui 98 in Lombardia

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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