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Caso Mario Biondo, i consulenti della famiglia: “Non era solo in casa la notte della morte”

7 aprile 2021 – Morte Mario Biondo news. Svolta nelle indagini sulla morte di Mario Biondo, il cameraman palermitano ritrovato impiccato il 30 maggio 2013 a Madrid. La famiglia di Biondo, che non ha mai creduto all’ipotesi di suicidio (confermata da tre autopsie), ha affidato delle verifiche a un team di esperti statunitensi. Lo studio sui dispositivi elettronici della vittima rivela che Mario Biondo non era solo in casa la notte della sua morte.

Le indagini sui dispositivi elettronici

Il nuovo dato arriva da Emme Team, un gruppo di consulenza legale e para-legale italo-americano che ha svolto delle indagini sui dispositivi elettronici e gli account social della giovane vittima. Dal lavoro degli esperti di reati del web emergerebbe che Mario Biondo non era solo in casa. Al contrario, i tecnici hanno scoperto che due smartphone avrebbero avuto accesso alle pagine Facebook e Twitter di Mario Biondo tra il 29 e il 30 maggio, sera della morte. Uno dei due cellulari inoltre sarebbe stato connesso al wi-fi dell’appartamento. Alle 00:48 uno dei due dispositivi avrebbe agganciato il wifi e sarebbe dunque stato usato nell’appartamento mentre il secondo sarebbe stato utilizzato nei dintorni dell’abitazione.

Morte Mario Biondo news

In seguito, entrambi i dispositivi sarebbero stati nuovamente utilizzati in casa di Biondo alle 19 del 30 maggio, quando nell’abitazione erano presenti ancora le forze dell’ordine che avevano trovato il cadavere. Dalle indagini emerge anche che qualcuno ha usato la carta di credito della vittima in un night club di Madrid, poco distante dalla sua abitazione, tra le 2:08 e le 2:53 del mattino, quindi dopo il decesso. Emme Team sta ora lavorando per fornire alla Procura generale una mappa degli spostamenti fatti, tra il 29 ed il 30 maggio 2013, dai due dispositivi individuati, per conoscerne i movimenti successivi. Le indagini dello studio di consulenze legali Emme Team si sono svolte essenzialmente negli Usa, dove si trovano i server dei social più diffusi.

Le prove contro l’ipotesi di suicidio

Le autorità spagnole avevano da subito parlato di suicidio. Ma la Procura generale, come i familiari della vittima, non ha creduto all’ipotesi, viste le troppe zone d’ombra nel caso della morte del cameraman palermitano. Dal doppio segno di stretta sul collo della vittima, alle contusioni trovate sulla sua fronte. Infine, la scena del crimine. I consulenti della famiglia ritengono sia impossibile che gli oggetti esposti sulla libreria siano rimasti al loro posto. Lo strangolamento provoca infatti spasmi che gli esperti hanno paragonato ai movimenti derivanti da un sisma. Sarebbe quindi inspiegabile il fatto che le due piume poggiate su una mensola non siano cadute.

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La famiglia della vittima ha sempre sostenuto che Mario Biondo non avrebbe mai avuto ragioni di togliersi la vita, che era felice e appagato anche professionalmente in quel periodo. Si era da poco sposato con la conduttrice televisiva spagnola Raquel Sanchez Silva, presentatrice della versione spagnola de “L’Isola de famosi”. La donna non era in casa e si trovava in un’altra città la notte del suo decesso. >> Morte Mario Biondo: nuovi dubbi su terza autopsia, ancora sconosciuta ora del decesso

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