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Ranucci, la Rai prepara il ribaltone: il toto-nomi per la successione a Report

24/08/2026 17:53

Il 12 agosto 2026 il Comitato etico della Rai ha concluso le proprie verifiche sul caso di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, consegnando all’amministratore delegato Giampaolo Rossi un parere riservato. Nel frattempo, in vista della ripartenza del programma prevista per l’8 novembre, si è già acceso il toto-nomi per un’eventuale successione alla conduzione.

Sigfrido Ranucci, la Rai valuta la sostituzione alla guida di Report: il toto-nomi per la successione

Cosa emerge dal parere del Comitato etico

Sotto esame sono finite le possibili violazioni del codice etico aziendale emerse dall’ordinanza di arresto di Valter Lavitola, l’imprenditore accusato di essere il mandante dell’attentato subito da Ranucci lo scorso ottobre. Tra gli elementi al centro della valutazione, una mail del direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini, in cui si chiedeva un maggiore riequilibrio delle inchieste di Report, che secondo gli atti Ranucci avrebbe girato allo stesso Lavitola. Stessa sorte per una circolare organizzativa dell’amministratore delegato. A questo si aggiungono alcuni giudizi critici attribuiti al conduttore nei confronti dei vertici Rai e di alcuni colleghi.

Il giudice: Ranucci estraneo all’attentato

Va sottolineato con chiarezza un punto fermo emerso dalle indagini: per il giudice per le indagini preliminari, Ranucci resta completamente estraneo alla pianificazione dell’attentato subito, di cui viene riconosciuto come parte lesa.

I tre scenari sul tavolo della Rai

Secondo quanto ricostruito, sul tavolo dell’amministratore delegato ci sarebbero tre possibili scenari per la nuova stagione di Report: sostituire Ranucci con un altro conduttore, affidare il programma a una coppia alla guida per garantire un maggiore equilibrio editoriale, oppure mandare in onda il programma come sequenza di servizi senza una conduzione fissa, in attesa che il giornalista maturi i requisiti per la pensione.

Le pressioni politiche e la prudenza della Rai

Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto esplicitamente la sospensione del conduttore, ma i vertici Rai starebbero muovendosi con cautela, per non dare l’impressione di cedere a pressioni politiche esterne. All’interno del Consiglio di Amministrazione si registrano posizioni diverse: i consiglieri in quota Avs e M5s, Alessandro Di Majo e Roberto Natale, ritengono che spostare la discussione sulle frequentazioni personali di Ranucci rischi di trascinare il confronto su un terreno troppo delicato. Di segno opposto la posizione della consigliera di centrodestra Federica Frangi, secondo cui la correttezza professionale non si misurerebbe solo su ciò che va in onda, ma anche su riservatezza, lealtà e tutela dell’immagine del programma, pur riconoscendo a Ranucci lo status di vittima dell’attentato.

Il totonomi: Peter Gomez, Iacona e Cuffaro in pole

Sul fronte dei possibili successori, tre nomi risultano in questo momento tra i più accreditati: Peter Gomez, 62 anni, tra i fondatori del Fatto Quotidiano e dal 2009 direttore della sua versione online, oggi conduttore de “La Confessione” sul Nove; Riccardo Iacona, storico volto del giornalismo d’inchiesta Rai; e Maria Cuffaro, indicata dal Corriere della Sera come possibile volto di area Rai3.

L’ipotesi interna: Federico Ruffo o la coppia Mottola-Valesini

Non è esclusa nemmeno una soluzione interna alla redazione del programma. Il nome più accreditato in questo senso è quello di Federico Ruffo, 47 anni, dal 2020 conduttore di “Mi Manda Rai3” e in passato collaboratore sia di Milena Gabanelli sia dello stesso Ranucci. In alternativa, si valuta anche una conduzione a due affidata agli storici inviati di Report Giorgio Mottola e Giulio Valesini.

Gli altri nomi in corsa

Completano il quadro delle ipotesi altri profili del giornalismo investigativo italiano, tra cui Alberto Nerazzini, Alessio Zucchini, conduttore del Tg1, e Sabrina Giannini.

Cosa succede ora

Fonti interne alla Rai fanno sapere che ci vorrà ancora del tempo prima di una decisione definitiva. Nel frattempo, il dibattito tra chi difende Ranucci come vittima designata di un attentato e chi chiede maggiore chiarezza sui suoi rapporti personali resta acceso, in attesa che l’azienda pubblica sciolga il nodo entro la ripartenza della trasmissione, fissata per l’8 novembre.

Fonte: Il Messaggero, con ricostruzioni di Corriere della Sera, Leggo.it, Affaritaliani.it, Policy Maker, La Mescolanza

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