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Meteo, Super El Niño in arrivo: sarà il più grande mai registrato in 150 anni

26/07/2026 08:30 - Aggiornamento 26/07/2026 09:10

Super El Niño in arrivo, potrebbe essere il fenomeno più intenso degli ultimi 150 anni
Un fenomeno atmosferico così estremo da meritarsi già un soprannome inquietante: “Super El Niño”. Secondo un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, il fenomeno climatico che si sta sviluppando nell’Oceano Pacifico potrebbe diventare il più intenso mai registrato negli ultimi 150 anni, con conseguenze potenzialmente pesantissime per il clima globale.

Cos’è El Niño e perché preoccupa così tanto

El Niño non è un fenomeno nuovo, né direttamente causato dai cambiamenti climatici di origine antropica. Si tratta di una fase naturale del ciclo ENSO (El Niño-Southern Oscillation), un’oscillazione periodica che coinvolge le temperature superficiali del Pacifico tropicale e i venti atmosferici, e che in genere si manifesta ogni cinque anni circa.

Quello che sta preoccupando gli scienziati questa volta, però, è l’intensità con cui il fenomeno si starebbe sviluppando: secondo i ricercatori, le temperature superficiali dell’Oceano Pacifico e i regimi dei venti si sarebbero intensificati molto rapidamente a partire dal mese di giugno, alimentando le previsioni più allarmanti.

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Il 2027 potrebbe essere l’anno più caldo di sempre

Secondo gli esperti citati da Nature, l’ondata di calore sprigionata dall’oceano, combinata con il riscaldamento globale di origine umana, renderebbe il 2027 l’anno più caldo mai registrato nella storia delle rilevazioni climatiche, con il rischio concreto di innescare eventi meteorologici estremi in numerose aree del pianeta.

Il climatologo Zeke Hausfather, di Berkeley Earth, organizzazione di ricerca no-profit della California, ha parlato di un margine “davvero sbalorditivo” con cui questo El Niño potrebbe superare il precedente record di riscaldamento globale, ipotizzando che la temperatura media del pianeta possa arrivare fino a 1,7°C sopra la media preindustriale, un valore preoccupantemente vicino alla soglia di 1,5°C fissata dall’Accordo di Parigi.

Le stime della Noaa: fino all’81% di probabilità

A rafforzare questo scenario sono anche i dati diffusi dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) degli Stati Uniti, secondo cui esisterebbe una probabilità di quattro su cinque che entro la fine del 2026 si sviluppi un evento “molto forte”, con la quasi certezza che le condizioni legate a El Niño persistano almeno fino ad aprile 2027.

La meteorologa Noaa Michelle L’Heureux, responsabile del team dedicato alle previsioni Enso, ha spiegato che si starebbe osservando un’interazione tra atmosfera e oceano estremamente vigorosa in tutto il Pacifico equatoriale, un segnale che rafforzerebbe le previsioni relative a uno degli episodi più intensi mai registrati.

Quali conseguenze per il pianeta

Un El Niño di questa portata, uniformato agli effetti già in corso del riscaldamento globale, rischia di tradursi in un aumento significativo di ondate di calore estreme, siccità prolungate, piogge torrenziali e uno stress sempre maggiore sugli ecosistemi di tutto il mondo, con ripercussioni che potrebbero farsi sentire ben oltre la sola sfera climatica, coinvolgendo anche l’agricoltura e la disponibilità di risorse idriche in diverse regioni del pianeta.

Resta ora da capire come evolverà nei prossimi mesi questo fenomeno climatico, mentre la comunità scientifica internazionale continua a monitorare con attenzione i dati provenienti dall’Oceano Pacifico, nel tentativo di affinare le previsioni in vista del possibile record che il 2027 potrebbe stabilire.

Fonte: Ansa, Nature, con contributi di Zeke Hausfather (Berkeley Earth) e Michelle L’Heureux (Noaa)

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