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Whirlpool: «Lettere di licenziamento solo a sindacati», intanto Draghi studia soluzione

Whirlpool Napoli – Giov. 15 giugno 2021. L’azienda precisa di non aver inviato lettere di licenziamento ai dipendenti del sito campano, ma “alle rappresentanze sindacali e alle istituzioni competenti sull’avvio della procedura di licenziamento collettivo”. Il gruppo chiarisce che “la procedura ha una durata di 75 giorni, durante i quali i dipendenti riceveranno la normale retribuzione”. Dunque: “Nessuna lettera di licenziamento sarà inviata dall’azienda ai dipendenti fino al termine della procedura”, si specifica. Ma la sostanza non cambia. Intanto fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo Draghi è impegnato a trovare una soluzione.

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Whirlpool Napoli: «Lettere di licenziamento solo a sindacati», intanto Draghi studia soluzione

I lavoratori della Whirlpool dello stabilimento di via Argine a Napoli hanno appena liberato l’area di accesso alle partenze dell’aeroporto di Capodichino. La protesta, che è durata per circa mezz’ora, ha rallentato le operazioni di imbarco per i viaggiatori. In seguito gli operai si sono recati nel piazzale dello scalo internazionale, intonando cori e slogan, con tanto di striscioni e bandiere. La loro unica richiesta? Poter continuare lavorare. Come riporta “Rai News” al momento gli operai della Whirlpool sono riuniti nello stabilimento in assemblea per capire il da farsi nelle prossime ore. Ieri, l’azienda ha confermato l’avvio delle procedure di licenziamento per tutti gli operai dello stabilimento di Napoli nel corso del tavolo al ministero dello Sviluppo economico. Così di tutta risposta i lavoratori si sono recati nei pressi del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove erano attesi il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Giustizia Marta Cartabia. Il premier ha avuto un confronto con i segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm.

«Draghi ci ha detto che la decisione della Whirlpool di avviare la procedura di licenziamento per i dipendenti dello stabilimento di Napoli rappresenta un ‘grave e inaccettabile sgarbo istituzionale’», ha detto il segretario della Uilm Campania Antonello Accurso al termine dell’incontro con gli altri due sindacalisti Raffaele Apetino, segretario di Fim-Cisl Campania, e Rosario Rappa, di Fiom-Cgil Napoli. «Il presidente del Consiglio ci ha promesso che troverà una soluzione industriale alla vertenza, assicurando che si impegnerà personalmente», ha aggiunto Accurso. Leggi anche l’articolo —> Blocco licenziamenti, c’è accordo tra parti sociali e governo Draghi

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I motivi della chiusura del sito campano

La multinazionale americana avrebbe inviato le lettere in forma di mail pec alle segreterie territoriali di settore. Secondo quanto noto, la missiva non è stata mandata all’Unione Industriali di Napoli. I dipendenti dello stabilimento di Napoli si legge “non possiedono le competenze tecniche necessarie all’esecuzione delle lavorazioni in essere negli altri stabilimenti italiani senza l’attuazione di interventi formatici, organizzativi, logistici e talmente costosi e complessi da compromettere l’efficiente svolgimento dell’attività aziendale, finendo per generare una situazione di squilibrio strutturale”. Questo, in altre parole, sembra suggerire che non ci sarà alcun trasferimento di dipendenti di Napoli ad altri siti. Dichiarazioni che rendono la situazione ancora più grave.

Nella mail Whirlpool giustifica così le sue ragioni: “Il drastico calo della domanda di lavatrici di alta gamma (Premium) a livello internazionale ha comportato in pochi mesi un forte calo della produzione dello stabilimento di Napoli al di sotto del 30% della propria capacità produttiva, determinando così una situazione non più sostenibile dal punto di vista economico-finanziario per l’azienda”.

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Whirlpool Napoli, De Magistris: «Già Conte disse qualche mese fa che avrebbe risolto»

“La Campania riconferma il suo sostegno anche finanziario a una ipotesi di reindustrializzazione che garantisca realmente il lavoro per le centinaia di dipendenti Whirlpool”, le parole del governatore della Regione Vincenzo De Luca. Duro il commento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris: «Provo molta amarezza e anche rabbia perché questi lavoratori sono stati ingannati e politicamente abbandonati. (…) Il Governo, nonostante sia forte come numeri e come autorevolezza di alcuni componenti a cominciare dal presidente del Consiglio, finora ha ceduto di fronte alla multinazionale che aveva firmato un accordo e poi ha ritenuto di chiudere Napoli e investire altrove. Di fronte a questo, un Governo autorevole, di qualunque colore politico, si siede al tavolo e dice alla multinazionale che deve rispettare l’accordo altrimenti ci sarà una serie di conseguenze». E ancora: «Già Conte disse qualche mese fa che avrebbe risolto, è caduto Conte e nulla è stato risolto. Adesso vediamo se con Draghi, che ha una maggioranza ancora più forte di Conte, si arriverà a qualcosa di concreto. Io me lo auguro e voglio credere al presidente del Consiglio, però ora passiamo dalle parole ai fatti», ha concluso il primo cittadino. Leggi anche l’articolo —> Mario Draghi: età, peso, altezza, carriera e vita privata dell’ex presidente della BCE

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