Chi è Leo Schilperoord, il paziente zero del Hantavirus

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato il paziente zero dell’epidemia di Hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius. Si tratta di Leo Schilperoord, un ornitologo olandese di 70 anni, appassionato di birdwatching, che con la moglie Mirjam (69 anni) stava attraversando il Sudamerica in un viaggio durato quattro mesi prima di imbarcarsi sulla nave il primo aprile da Ushuaia, in Argentina.
Ma come un uomo in vacanza in Antartide ha acceso una catena di contagi che ha già ucciso tre persone e infettato oltre una decina di passeggeri in tutto il mondo? La risposta sta in una discarica a cielo aperto, in una decisione che sembrava innocua, e in un virus che nessuno aveva visto agire in questo modo.
La passione per gli uccelli che è costata cara

Leo e Mirjam Schilperoord erano originari di Haulerwijk, un piccolo villaggio di tremila abitanti nei Paesi Bassi, ed erano noti localmente per i loro studi sull’ornitologia. Nel novembre 2025, avevano deciso di trasformare la loro ricerca in un’avventura: quattro mesi di viaggio attraverso Argentina, Cile e Uruguay, muovendosi con auto e crociere per avvistare specie di uccelli difficili da osservare altrove.
Il 27 novembre 2025 erano sbarcati a Buenos Aires. Nel corso di mesi avevano percorso migliaia di chilometri, attraversando confini, visitando zone endemiche per il virus andino dell’Hantavirus senza nemmeno saperlo. Ma il contatto letale è avvenuto in un luogo ben specifico: la discarica a cielo aperto all’entrata di Ushuaia, in Terra del Fuoco.
Proprio lì, tra i rifiuti e gli uccelli necrofagi (come i condor), Leo Schilperoord è entrato in contatto con i ratti dalla coda lunga che infestano la discarica, portatori del ceppo andino dell’Hantavirus — la variante più aggressiva, quella trasmissibile uomo-uomo con un tasso di mortalità del 40%.
Cosa sappiamo finora della trasmissione
- Data presunta del contatto: Fine marzo 2026, durante un’escursione di birdwatching alla discarica di Ushuaia
- Primo sintomo a bordo: 6 aprile 2026 — febbre, mal di testa, leggera diarrea
- Aggravamento: 11 aprile — difficoltà respiratorie
- Morte: 11 aprile 2026 — muore a bordo della nave, causa apparentemente sconosciuta
- Moglie infettata: Mirjam sviluppa sintomi dopo lo sbarco a Sant’Elena il 24 aprile
- Secondo decesso: 25 aprile — Mirjam muore in Sudafrica dopo aver preso un volo commerciale con 88 passeggeri a bordo
Il capitano della MV Hondius inizialmente non comunica la vera causa della morte. Agli altri passeggeri viene detto che la morte è “naturale” e che “il medico ha assicurato che non è contagiosa”. Una comunicazione che avrebbe conseguenze devastanti.
I 12 giorni senza precauzioni che hanno moltiplicato i contagi
Quello che accade nei giorni successivi è uno studio di caso in comunicazione di crisi fallita e negligenza sanitaria. Dopo la morte di Leo il 11 aprile, i passeggeri iniziano a sentirsi male, ma nessuno capisce il collegamento. Inizialmente si pensa a mal di mare.
Ecco cosa ha raccontato Ruhi Cenet, uno dei passeggeri, al Daily Mail: “C’erano disinfettanti per le mani, ma la gente non indossava mascherine. C’era un solo medico, sempre super impegnato. Non siamo stati tenuti adeguatamente informati e per 12 giorni non è stata presa alcuna precauzione”.
Nel frattempo, tutti gli altri passeggeri continuavano a stare vicini ai tavoli da pranzo, al buffet, alle lezioni di ginnastica e alle conferenze. Nessuno sapeva che stava circolando un virus letale. La moglie di Leo, ancora infetta, stava abbracciando persone che cercavano di confortarla per la morte del marito.
Cosa cambia adesso? Dopo il secondo decesso, il capitano e l’équipe medica si rendono conto che c’è qualcosa di più serio in corso. Ma è troppo tardi. Almeno cinque passeggeri che avevano già lasciato la nave ad altri porti avevano già il virus.
La variante andina: perché è diversa dagli altri Hantavirus
L’aspetto più allarmante di questa epidemia è che il ceppo andino dell’Hantavirus è raro nel trasmettere il virus da uomo a uomo. La maggior parte degli Hantavirus si trasmettono attraverso contatto con feci di roditori infetti, non tra persone. Ma questa variante è diversa.
Un medico esperto avrebbe riconosciuto immediatamente il pattern: due morti nella stessa cabina o molto vicine, a breve distanza temporale, suggerisce trasmissione interumana. Il tasso di mortalità del 40% significa che uno dei due morti iniziali avrebbe dovuto far scattare allarmi epidemiologici globali.
L’OMS, in una dichiarazione del suo capo Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha cercato di rassicurare gli abitanti delle Canarie (dove la nave è approdata il 10 maggio): “Questo non è un nuovo COVID. Il virus non è così contagioso da saltare facilmente da persona a persona”.
Eppure, cinque persone conosciute sono state infettate dopo aver lasciato la nave. Il virus ha viaggiato via aerea da Sant’Elena a Johannesburg, successivamente ha raggiunto passeggeri in Inghilterra, Francia, Italia, e altri paesi europei.
Timeline completa: come il virus ha attraversato l’Atlantico
27 novembre 2025: Leo e Mirjam arrivano in Argentina per il loro tour ornitologico
Fine marzo 2026: Contatto con roditori infetti alla discarica di Ushuaia (data presunta, basata sul periodo di incubazione)
1 aprile 2026: La coppia si imbarca sulla MV Hondius da Ushuaia per una crociera in Antartide
6 aprile: Leo sviluppa i primi sintomi a bordo
11 aprile: Leo muore; il capitano annuncia il decesso come “naturale”
12-23 aprile: 12 giorni senza precauzioni; altri passeggeri iniziano a sentirsi male; nessun test virale effettuato
24 aprile: 30 passeggeri sbarcano a Sant’Elena, tra cui Mirjam (infetta)
25 aprile: Mirjam prende un volo di linea KLM da Sant’Elena a Johannesburg con 88 passeggeri e crew; muore in Sudafrica dopo il tentativo di imbarcarsi su un volo per Amsterdam
2 maggio: I test epidemiologici rivelano il ceppo andino dell’Hantavirus (il primo caso di trasmissione comunitaria uomo-uomo conosciuto di questa variante)
7-10 maggio: Identificazione del paziente zero, arrivo della nave alle Canarie, evacuazione dei passeggeri in isolamento
Perché la discarica di Ushuaia è sospettata come il focolaio?
Secondo Gastón Bretti, guida locale e fotografo, la discarica di Ushuaia è un luogo popolare tra i birdwatcher perché attira uccelli necrofagi (avvoltoi, condor) che si nutrono di carogne. È descritta come “una montagna di rifiuti che supera di molto il limite prefissato dalle autorità”, di facile accesso all’entrata della città.
Le autorità sanitarie argentine hanno successivamente inviato esperti dell’Istituto Malbran per catturare esemplari di ratti nella zona ed esaminare i campioni delle feci, confermando la presenza del virus.
Tuttavia, la Terra del Fuoco non era precedentemente classificata come zona endemica del ceppo andino. Questo ha sollevato domande: gli Schilperoord si sono infettati davvero a Ushuaia? Oppure durante altre tappe del loro viaggio attraverso Argentina e Cile, province che avevano registrato casi storici di Hantavirus?
Le autorità locali della provincia di Tierra del Fuego hanno protestato vigorosamente contro l’ipotesi, affermando che i due turisti avevano trascorso solo due giorni in Terra del Fuoco (il 31 marzo e il 1 aprile), “riducendo drasticamente la probabilità che l’infezione sia avvenuta lì”.
Alcuni epidemiologi argentini indipendenti ritengono più probabile che il virus provenga dalle zone boschive della Patagonia centrale, dove i ratti dalla coda lunga noti per portare il ceppo andino dilagano molto più che a Ushuaia.
Cosa cambierà adesso per il turismo antartico e la salute pubblica
La scoperta che una variante del virus può trasmettersi tra persone — e che due morti a bordo di una nave non hanno innescato protocolli di isolamento immediato — ha innescato domande serie sulla gestione della salute pubblica su navi da crociera.
Leggi anche: Hantavirus in Italia: passeggeri monitorati a Roma
- La nave dovrebbe avere laboratori diagnostici a bordo? Ruhi Cenet ha commentato: “Secondo me queste navi dovrebbero avere laboratori a bordo in modo da poter effettuare test quando qualcuno muore”
- Il protocollo di comunicazione del capitano è stato adeguato? Dire che una morte è “naturale” senza conferma medica, e che non è contagiosa quando nessun test è stato effettuato, è stato un errore che ha costi reali
- Come vengono monitorate le precedenti crociere? L’OMS ha dichiarato che la nave Atlantic Odyssey avrebbe dovuto monitorare i passeggeri per 42 giorni dopo lo sbarco
- Quali sono i veri rischi per il pubblico generale? L’OMS rassicura che il rischio per il pubblico è “basso”, ma la trasmissione uomo-uomo rimane la preoccupazione più grande
Il rischio reale per l’Italia e l’Europa
In Italia, quattro passeggeri sono stati posti sotto sorveglianza attiva dopo aver condiviso un volo KLM in coincidenza con una donna che era sulla nave e poi è morta a Johannesburg. Le regioni interessate sono Calabria, Campania, Toscana e Veneto.
Uno dei quattro, Federico Amaretti, un 25enne calabrese, ha dichiarato: “Sto bene, non ho sintomi”. Il Ministero della Salute ha assicurato che non c’è motivo di allarme, poiché il rischio per la popolazione generale rimane basso.
I casi confermati finora in Europa sono limitati: tre britannici a bordo della nave, due altri passeggeri evacuati. Ma la sospensione è giustificata. Con un periodo di incubazione fino a 8 settimane, i veri numeri potrebbero non emergere per qualche settimana ancora.
La lezione del paziente zero
La storia di Leo Schilperoord è una storia di passione che diventa tragedia. Un ornitologo che per decenni ha dedicato la vita allo studio degli uccelli, che ha intrapreso un’ultima grande avventura con sua moglie, ha incontrato un virus in uno dei posti più remoti e inospitali del mondo.
Ma la vera lezione non è sul virus stesso. È su come un silenzio iniziale, una comunicazione inadeguata e l’assenza di test diagnostici a bordo di una nave con migliaia di persone possono trasformare un’infezione solitaria in un’epidemia regionale.
Mentre la MV Hondius attracca a Tenerife e i passeggeri vengono evacuati in isolamento, la domanda più urgente rimane: come molte altre navi stanno navigando in questo momento senza laboratori diagnostici a bordo?
