Vai al contenuto

Visita medica di controllo domiciliare: le fasce Inps 2026, resta un nodo

13/05/2026 09:17

Vuoi ricevere subito i nostri ultimi aggiornamenti? Seguici su Google!

Visita medica controllo domiciliare cosa rischi se non sei a casa

Alle 10 del mattino, in una casa qualunque, il citofono può trasformarsi in un problema sullo stipendio.

Chi è in malattia nel 2026 deve conoscere una regola semplice, ma spesso sottovalutata: durante alcune fasce orarie bisogna essere reperibili all’indirizzo indicato nel certificato medico.

La novità ormai consolidata è che le finestre sono uguali per tutti: dipendenti pubblici e privati. L’Inps, con il messaggio 4640 del 22 dicembre 2023, ha comunicato l’allineamento delle fasce dopo il principio di armonizzazione richiamato dal Tar Lazio.

Orario visita fiscale 2026: le due finestre da non dimenticare

Gli orari da segnare sono due: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Quattro ore al giorno, sette giorni su sette.

La reperibilità vale anche la domenica, nei festivi e nei giorni non lavorativi. Il medico fiscale può arrivare durante tutto il periodo coperto dal certificato, non solo all’inizio o alla fine della malattia.

«Dal 1° settembre 2017 è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscali», ricorda l’Inps nella scheda del servizio dedicato alle visite mediche di controllo. Il sistema attribuisce all’Istituto la competenza sulle verifiche richieste dai datori di lavoro pubblici e privati, ma anche su quelle disposte d’ufficio.

In pratica, il controllo può partire dal datore di lavoro oppure direttamente dall’Inps. Può essere mirato, a campione o legato a indicatori che rendono alcune assenze più sensibili.

Quando l’assenza diventa un problema

Il punto più delicato riguarda l’irreperibilità. Se il medico non trova il lavoratore a casa durante le fasce obbligatorie, viene avviata una contestazione.

Il lavoratore può giustificarsi, ma deve farlo con documenti chiari. Una visita specialistica urgente, una terapia non rinviabile, un esame clinico o una causa di forza maggiore possono essere motivi validi.

Visita medica di controllo domiciliare, le sanzioni

Andare semplicemente fuori casa senza prova, invece, può costare caro. Le sanzioni possono incidere sull’indennità di malattia con una decurtazione del 100% per i primi 10 giorni e del 50% per le giornate seguenti.

Nei casi più gravi o ripetuti, si può aprire anche un procedimento disciplinare. Il medico manda all’Inps il verbale di mancata presenza alla visita fiscale, e se la persona coinvolta non risponde con una valida giustificazione entro 10 giorni, il datore di lavoro agirà con il procedimento che potrebbe mettere a rischio il posto di lavoro.

Non tutte le situazioni impongono la stessa reperibilità. Sono previste esenzioni per patologie gravi che richiedono terapie salvavita e per stati patologici collegati a invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

Quanto è probabile ricevere la visita fiscale?

Attenzione però: esonero non significa libertà totale da ogni verifica. L’Inps può comunque svolgere controlli documentali o accertamenti medici quando necessario.

I numeri aiutano a capire il quadro. Nel comunicato sul Polo unico, l’Inps ha parlato di oltre 14 milioni di certificati nel secondo semestre 2025 e circa 399 mila visite fiscali. Non sono controlli “a tappeto”, ma abbastanza frequenti da non poter essere ignorati.

Il dato cambia anche in base al settore. Le verifiche possono risultare più probabili in presenza di assenze ripetute, certificati brevi, malattie ravvicinate a ponti, weekend o festività.

Quando è possibile uscire di casa se sei in malattia

Fuori dalle fasce orarie si può uscire, ma resta un limite: il lavoratore non deve fare nulla che possa rallentare la guarigione o contraddire lo stato di malattia dichiarato.

Per questo la regola pratica resta una: durante le fasce Inps bisogna farsi trovare, e quando si esce per motivi sanitari è meglio conservare ogni ricevuta, attestazione o certificato.

Il prossimo nodo sarà capire se il sistema resterà fermo su queste quattro ore giornaliere o se arriverà un nuovo intervento normativo capace di riscrivere ancora gli equilibri tra controlli, tutela della salute e libertà del lavoratore.

Continua a leggere su UrbanPost