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Coronavirus, Sileri: «Numero positivi salirà ancora, priorità alla diagnosi per spegnere focolai»

Covid nuova ondata. Il numero dei positivi continuerà a salire, ma “non dobbiamo preoccuparci di questo, perché la priorità è la diagnosi precoce”. Il Viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri parla ai microfoni di Radio Cusano Campus e sottolinea l’importanza dell’attività per individuare e isolare sul nascere i nuovi focolai di Coronavirus. Massima attenzione dopo la riapertura delle scuole, ma ci vorranno ancora almeno dieci giorni per apprezzare l’impatto reale sull’andamento dei contagi.

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Covid nuova ondata: “Si evita solo con diagnosi rapida e isolamento dei focolai”

Secondo Walter Ricciardi serviranno due settimane per capire l’impatto della riapertura delle scuole.  “Ha ragione Ricciardi. E’ la stesso metodo che abbiamo usato per decidere se riaprire l’Italia. Le canoniche due settimane di osservazione sono necessarie per capire se ci sarà un rialzo dei contagi. Ma non dobbiamo preoccuparci se ci sarà un incremento di positivi, questo numero è destinato a salire. Quello che dobbiamo fare ora è il monitoraggio, che significa consentire una rapida diagnosi e procedere spegnendo il focolaio che potrebbe derivare dal positivo. Finchè ci sarà una risalita dei contagi che non incide in maniera eccessiva sul servizio sanitario nazionale la situazione sarà sotto controllo. E’ un passaggio del virus controllato. La bravura sarà nel gestirli, limitando i focolai e le quarantene”.

Vaccino antinfluenzale, tamponi e quarantena

Sul vaccino antinfluenzale il Viceministro alla Salute ha osservato: “I vaccini ci sono, non credo ci sarà un problema di carenza. Le misure che stiamo attuando per proteggerci dal coronavirus, sono le stesse che si usano per proteggersi dalla normale influenza. Io credo –  ha aggiunto Sileri – che queste misure influiranno anche sulla diffusione dell’influenza. Dobbiamo far sì che gli anziani, il personale sanitario, le persone più a rischio abbiano a disposizione il vaccino antinfluenzale, per fare una diagnosi più semplice”.

Su tamponi e quarantena, Sileri è stato altrettanto chiaro. “Serve un uso spregiudicato di tamponi –  ha detto alla radio romana – Con autunno e inverno avremo una sovrapposizione di sintomi tra influenza, raffreddore, congiuntivite, quindi una potenza di fuoco di almeno 3-4 volte in più rispetto al numero di tamponi che facciamo attualmente ci consentirà di poter fare una diagnosi differenziale”.

“I tamponi dovrebbero liberare anche le persone dalla quarantena –  ha aggiunto – Oggi tu vai in quarantena perché scopri che sei positivo e qui va usata massima preoccupazione, ma ci vai anche se hai un contatto stretto col positivo. In questo caso, se dopo 7-10 giorni fa il tampone ed è negativo, è inutile tenerlo in quarantena per ulteriori giorni. Bisogna rivedere la quarantena. So che il Cts sta ragionando su questo. Non farei però confusione su ciò che ha fatto la Francia. Aspetterei a liberare dall’isolamento coloro che sono positivi, ma colui che ha avuto un contatto stretto dopo 7-10 giorni se è negativo va lasciato libero”. >> Tutte le notizie sul Coronavirus

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