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Riforma delle pensioni, Draghi manda in soffitta Quota 100: la Lega fa muro

Riforma pensioni Draghi ultime notizie – Mercoledì 20 ottobre 2021. Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il Dpb, l’ossatura della Manovra Economica. La Lega non è convinta sulla soluzione post Quota 100: le proposte però saranno discusse nei prossimi giorni in vista del varo della Legge di bilancio in un altro Cdm. Perché Salvini e i suoi si oppongono?

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Riforma delle pensioni, Draghi manda in soffitta Quota 100: la Lega fa muro

“Sulle pensioni ci sono diverse ipotesi in ballo, ma nessuna decisone su quota 100 è stata presa, così come chiesto dai ministri della Lega. Nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche del sistema pensionistico. Escludo qualsiasi ritorno alla legge Fornero”, ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti al termine del Cdm di ieri. Il tema delle pensioni è quello più spinoso, insidioso per l’esecutivo. Draghi lo sa bene: la Lega non è d’accordo sulla nuova ‘Quota 102’ e ha espresso una ‘riserva politica’. I giochi su quel che sarà la previdenza sociale nei prossimi anni in Italia non sono chiusi, tutto è possibile. Difatti non è stata presa alcuna decisione formale anche se poi il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il Documento programmatico di bilancio, che sarà presto spedito a Bruxelles.

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Quali sono i criteri di uscita anticipata dal lavoro: le opzioni

I criteri di uscita anticipata dal lavoro dopo la fine di Quota 100, che andrà in soffitta da gennaio 2022 non convincono i leghisti. La riforma bandiera del governo Conte I, quello giallo-verde, sembra destinata a cedere il passo a qualcosa che assomiglia un po’ di più alla riforma Fornero, con l’età per andare in pensione che potrebbe salire a 64 anni subito dopo Natale e poi a 66 nel 2023. Inammissibile per Matteo Salvini, che anche ieri alla trasmissione “Fuori dal coro” ha ribadito il suo sonoro no. La linea del presidente del Consiglio Draghi, che ha lavorato gomito a gomito col ministro dell’Economia Franco, però starebbe tenendo conto dello scalone di 5 anni, che si verrebbe a creare a gennaio. Per attenuarne gli effetti il premier avrebbe pensato di fissare l’età per andare in pensione riservata ai nati nel 1958 a 64 anni con 38 di contributi, per passare poi a quelli della classe 1959 l’anno successivo sempre con 38 anni di contributi.

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Riforma Pensioni, Draghi e il rischio scalone da gennaio. Salvini: «Ci batteremo. No ad un ritorno alla Legge Fornero»

Ma Quota 102 non convince tutti: il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti avrebbe proposto di applicarla solo ai dipendenti statali. Negli scorsi giorni sono state esplorate anche altre opzioni, come quella del presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Questi vorrebbe consentire l’uscita anticipata da 63-64 anni con una penalizzazione dell’assegno fino al raggiungimento dei 67 anni. Pare certo che non verrà prorogata l’Opzione donna, che permetteva alle lavoratrici di anticipare l’addio al lavoro. Mentre ci sarà ancora l’Ape sociale, che permette oggi di anticipare la pensione per una serie di lavori usuranti. L’obiettivo della Lega, ad ogni modo, sarebbe quello di mettere a punto una proroga di Quota 100: ci riusciranno? «Ci batteremo, diciamo no ad un ritorno alla Legge Fornero», le parole del segretario del Carroccio Salvini. Leggi anche l’articolo —> Chi è Elsa Fornero: curriculum completo, carriera e vita privata dell’economista

 

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