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Terza dose di vaccino Covid, contagi in Italia e antivirale molnupiravir: Magrini (Aifa) fa il punto

Su «Il Corriere della Sera» l’intervista di Margherita De Bac a Nicola Magrini, direttore dell’agenzia del Farmaco Aifa, che ha fatto il punto sulla terza dose di vaccino, aumento dei contagi in Europa e utilizzo dei test sierologici. L’esperto ha poi chiarito perché in Italia abbiamo meno casi e detto la sua sull’antivirale molnupiravir, che dovrebbe arrivare presto nel nostro Paese. Quanto dura l’immunità? Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

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magrini aifa

Terza dose di vaccino, aumento dei contagi e antivirale molnupiravir: Magrini (Aifa) fa il punto

«Un calo dell’immunità è atteso per ogni vaccino, inclusi quelli per il Covid, dopo i primi 4-6 mesi. I dati disponibili mostrano che la protezione nei confronti di malattia grave, ospedalizzazione o morte persiste stabilmente fino ad almeno 6 mesi dal completamento di un ciclo primario. Mentre nei confronti delle forme leggere o moderate sembra ridursi con il passare dei mesi», ha dichiarato il professor Nicola Magrini, specificando che l’aumento dei ricoveri non significa che i vaccini funzionano meno. Anzi: «I dati sono molto chiari: la maggiore incidenza dei casi si osserva in persone non vaccinate per le quali l’incidenza di ospedalizzazione è circa sette volte più alta rispetto ai vaccinati con ciclo completo. Il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati è ben sette volte più alto di quello dei vaccinati , mentre il tasso di decesso tra gli over 80, nell’ultimo mese, è circa undici volte più alto nei non vaccinati», ha chiarito l’esperto.

Il direttore dell’Aifa ha poi speso qualche parola sui test sierologici: «Al momento non esistono valori-soglia in grado di dirci se, in che misura e per quanto tempo un individuo può considerarsi protetto. Inoltre, il semplice dosaggio anticorpale è indicativo di una sola componente della risposta immunologica. Che è molto più complessa e riguarda anche le cellule di memoria».

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«Abbiamo meno contagi per due motivi principali»

Perché in Italia abbiamo meno contagi? «Ora la situazione sembra essere meno preoccupante rispetto ad altri paesi europei, sebbene anche da noi si registri un aumento. Abbiamo meno contagi per due motivi principali. L’elevato tasso di copertura vaccinale, tra i migliori al mondo, e il mantenimento della buone misure di protezione individuale come mascherine e igiene delle mani. Gli italiani hanno dato dimostrazione di grande responsabilità e sensibilità civica. E in questo modo ci siamo garantiti una bassa circolazione del virus con solo l’1% della popolazione attualmente positivo. Continuiamo così», ha dichiarato Magrini.

A proposito del nuovo antivirale molnupiravir l’esperto ha dichiarato: «L’Aifa si è attivata per una rapida valutazione di molnupinavir della Merck e anche dell’antivirale della Pfizer che ha annunciato da poco i propri risultati (ieri NdR). I dati sono interessanti. Sono due nuovi farmaci antivirali orali di facile utilizzo. Saranno credo presto uno strumento in più nel nostro armamentario terapeutico, ma l’arma essenziale rimangono i vaccini, necessari più di qualsiasi altra terapia». Leggi anche l’articolo —> Bassetti a “Tagadà”, misure estreme: «Alcune attività solo per i vaccinati…»

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