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“Ciao Darwin” venduto in 12 paesi, Paolo Bonolis: «In Cina flop clamoroso, ecco perché…»

Non importa che sia in replica, che sia estate o inverno. C’è un format in tv che resta campione di ascolti da più di vent’anni e che non sarebbe sbagliato considerare come l’asso piglia tutto delle Reti Mediaset. Stiamo parlando di ‘Ciao Darwin’, che continua a vincere la sfida Auditel del sabato sera, arrivando a superare i cinque milioni di spettatori. Su Tv Sorrisi e Canzoni’ l’intervista al conduttore Paolo Bonolis, che ha confidato «gli ingredienti segreti» di una ricetta che pare accontentare il palato di tutti. Ed è saltata fuori qualche curiosità spassosa, tutta da leggere…

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Paolo Bonolis Ciao Darwin

Paolo Bonolis: «’Ciao Darwin’? Vi svelo tutti gli ingredienti del successo»

Paolo Bonolis ha spiegato i punti di forza della sua ‘creatura’ televisiva: «È Facile. Prendete del disincanto e unitelo a una bella dose di “irriverenza rispettosa”. Aggiungete a ogni portata idee fresche fornite da autori come Sergio Rubino e Marco Salvati. Togliete ogni perdita di tempo e amalgamate il tutto con ritmo incalzante. Non fate mai mancare la sincerità: “Ciao Darwin” guarda in faccia le brutture umane che i perbenisti fingono di non vedere. Come mia spezia personale aggiungo uno sguardo un po’ spietato. E poi, naturalmente, c’è la mia “brigata” di grandi chef che cucina il programma insieme a me», ha detto il conduttore come fosse un cuoco stellato. Poi ha passato ad elogiare i suoi compagni d’avventura: «Per cominciare Luca Laurenti. Poi la regia di Beppe Recchia ieri e Roberto Cenci oggi. L’organizzazione della Sdl di Sonia Bruganelli, che seleziona il corpo di ballo, le modelle di Madre Natura e soprattutto il pubblico, che poi è la materia prima più importante. Ecco, bisogna sempre trovare individui che rappresentino alla perfezione le categorie scelte per la puntata. Non basta riempire lo studio con 100 persone a caso!».

ciao Darwin

«Il mio modo di condurre vive del dialogo con le persone in studio, faccio fatica ad immaginare uno show senza…»

Eh già il pubblico per Bonolis è fondamentale: «Prima della trasmissione mi rivolgo alle persone sugli spalti e dico: “Mica penserete di starvene solo lì a guardare, eh? Ricordatevi che siete tutti protagonisti. Dovete fare la trasmissione insieme a me”». Il conduttore ha dichiarato di aver approfittato della quarantena per pensare a nuovi progetti, ma il nodo del pubblico resta: «Il mio modo di condurre vive del dialogo con le persone in studio, faccio fatica a immaginare uno show senza». Paolo Bonolis ci tiene a sperimentare, non vuole servire ogni anno un’edizione nuova di ‘Ciao Darwin’«Intanto per non far schiattare il cuoco. È una trasmissione molto complicata da realizzare, ci lavorano 300 persone e quando mi ci metto non faccio altro per sette mesi. E poi perché ha un sapore così deciso e piccante che una bella pausa tra un’abbuffata e l’altra ci vuole. Per non stancare il palato dello spettatore. Anzi, per fargli venire l’acquolina in bocca piano piano».

Ciao Darwin

“Ciao Darwin” venduto in 12 paesi, Paolo Bonolis: «In Cina flop clamoroso, ecco perché…»

Nel corso dell’intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ Paolo Bonolis ha parlato anche del successo di ‘Ciao Darwin’ all’estero, confessando però per la prima volta che non in tutti i paesi lo show carnevalesco ha funzionato: «Abbiamo venduto il format in 12 Paesi e in molti ha avuto un grande successo, per esempio in Grecia e Polonia. In Cina, invece.. È durato solo sei puntate. Il fatto è che lo avevano ingentilito e smussato, insomma intristito. “Ciao Darwin” ha anche un ingrediente segreto come la Coca-Cola: una giusta dose di sana sfacciataggine. Se gli togli quel tocco irriverente, si ammoscia. Chiaro che una cultura poco abituata a ridere di sé, dove si cammina sempre sulle uova e si deve pesare ogni parola, essere diplomatici, dire e non dire… non può goderselo fino in fondo. Da questo punto di vista gli italiani sono messi bene: a sfotterci tra di noi non ci batte nessuno», ha concluso il conduttore svelando il clamoroso flop. leggi anche l’articolo —> Sonia Bruganelli su Bonolis: «Era uno scapolo ambito. I primi tempi me ne hanno fatte di tutti i colori…»

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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