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“Una decisione non facile e sofferta”: Conte chiude per le feste

Alla fine, dopo giorni di trattative, la linea più “rigorista” pare aver avuto la meglio per il Dpcm di Natale. Con la firma del Dpcm ieri sera, 18 dicembre, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha stabilito 10 giorni di lockdown, per festivi e prefestivi, e per il resto dei giorni ha istituito la zona arancione. Il premier ha inoltre annunciato la disponibilità di 645 milioni per ristoranti e bar.

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Italia zona rossa Natale

Dpcm Natale: dieci giorni di zona rossa

In conferenza stampa, in tarda serata ieri sera, Conte ha annunciato le restrizioni per le festività natalizie che le agenzie di stampa avevano già previsto. L’Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi fino all’Epifania, con deroghe per “consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”, ha spiegato Conte. Infatti il Dpcm prevede la possibilità di “ricevere nella propria abitazione fino a due persone non conviventi, con eventualmente i propri figli minori di 14 anni”. Il premier ha però sottolineato che gli spostamenti per le visite ai parenti potranno avvenire “una sola volta al giorno” e “verso una sola abitazione”, e non oltre i confini regionali. Dai piccoli Comuni, al di sotto dei 5mila abitanti, ci si potrà spostare in un raggio di 30 chilometri, e non verso i capoluoghi di provincia.

Nei giorni festivi e prefestivi, ha spiegato Conte, saranno chiusi i “centri estetici, bar e ristoranti. Saranno invece aperti supermercati, negozi di alimentari, di prima necessità, farmacie e parafarmacie, parrucchieri e barbieri”. “Un sistema liberaldemocratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci una flagranza di reato”, ha sottolineato il Presidente del Consiglio, “noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione”.

Dpcm natale

Conte: “Il virus si lascia piegare ma non sconfiggere”

La decisione di applicare restrizioni, ha spiegato il premier, è stata presa con sofferenza. “La situazione rimane difficile, il virus si lascia piegare ma non sconfiggere, dobbiamo intervenire e vi assicuro che è una decisione non facile e sofferta”. “Il metodo a zone ha funzionato, abbiamo evitato il lockdown generalizzato”, ha osservato il presidente del Consiglio. E ha aggiunto: “Nei prossimi giorni tutte le regioni potrebbero rientrare nell’area gialla. La situazione però rimane difficile e in tutta Europa. E tra i nostri esperti c’è forte preoccupazione che nel periodo natalizio la curva dei contagi possa subire un’impennata”.

Infine, Conte ha confermato la programmazione del rientro in presenza nelle scuole per il 7 gennaio. “La pandemia ci sta insegnando, tra le lezioni, che dobbiamo mantenerci sempre pronti a intervenire”, ha sottolineato Conte, “abbiamo programmato al momento un recupero della didattica in presenza al 7 gennaio”. “Nel corso del Consiglio dei Ministri c’è stata una pausa durante la quale i ministri Azzolina, Boccia, e De Micheli mi hanno informato che i tavoli presso i prefetti stanno funzionando molto bene, con sinergia. Questo ci dà maggiore fiducia per la ripresa in presenza a gennaio”, ha concluso.  >> Tutte le news 

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