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Ucraina, la storia del postino “militare volontario” che ha abbattuto un caccia russo

Ucraina postino militare volontario. “Il giorno che è iniziata la guerra contro l’Ucraina, ci ho pensato su fino a mezzogiorno e poi mi sono arruolato. Mia moglie è un ufficiale anche lei, capisce questa decisione, ma ora è ad ovest, mentre mio figlio sta con me a Chernihiv, anche lui sotto le armi”. Quella di Serhii Chizhykov, che lavora per Ukrposhta (le poste ucraine) può sembrare una storia drammaticamente comune nel paese sotto attacco. Ma è anche il racconto di un civile che in poche ore deve imbracciare le armi e si trova “eroe” di una operazione inimmaginabile, ovvero l’abbattimento di un caccia russo. (Continua a leggere dopo la foto)

Ucraina postino militare volontario

Ucraina postino militare volontario: Serhii aveva già combattuto in Crimea nel 2014

“Quello che ho colpito è stato il primo aereo russo abbattuto su Cernihiv. Quando il razzo è partito c’è stato tanto fumo e io non sono riuscito a vedere se avevo centrato il bersaglio. Ma poi mi hanno confermato che l’aereo era precipitato e tutti mi hanno fatto i complimenti, avevo l’adrenalina a mille” ha raccontato al sito Hromadkse. “Siamo stati tanto bravi da abbattere tre aerei in due giorni, il popolo ucraino e il suo esercito sono uniti e invincibili” continua Chizhykov che spiega di non essere “davvero il postino Pechkin” citando un famoso personaggio della letteratura per bambini dell’epoca sovietica. In realtà l’uomo viene da una famiglia di militari e negli anni Novanta aveva già prestato servizio nelle forze armate di Kiev: quindi di era dimesso, per lavorare nel settore bancario per oltre 20 anni e negli ultimi quattro anni presso Ukrposhta.

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Nel 2014, quando i russi invasero la Crimea, “c’è stata la prima ondata di mobilitazione e sono andato subito alla prima brigata di carri armati, ma l’anno successivo sono stato smobilitato: nel 2017 volevo arruolarmi come professionista ma il ministro della Difesa ha deciso di prendere solo uomini sotto i 42 anni e io ne avevo più di 50”. Oggi l’arruolamento ‘forzato’: “All’inizio è stata dura. Mancavano le armi, dormivamo nelle caserme distrutte. Ma ora mi fa meno paura stare nell’esercito che essere un civile”, conclude.

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