in

‘Una casa per Jacqueline’, la bimba è senza cure e senza casa: «Aiutateci, per favore»

Jacqueline è una neonata di 15 mesi che è in pericolo di vita. Da Febbraio scorso è in coma vegetativo per via di una non comune meningo-encefalite pneumococcica. Ma non può essere dimessa perché l’Asp di Vibo non può permettersi le cure costose prescritte per tenere in vita la piccola. La storia è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dal quotidiano online Il Vibonese, che ha pubblicato una video intervista alla nonna della piccola. Ora tutti possono aiutare la famiglia della neonata: la nonna, infatti, ha lanciato la campagna di crowdfunding Una casa per Jacqueline sulla piattaforma Gofundme.com.

>> Frosinone, tragico incidente sulla Casilina: muore bimba di 7 anni, grave la baby sitter

Una casa per Jacqueline

Jacqueline ha bisogno di cure

La piccola Jacqueline è ricoverata all’ospedale Annunziata di Cosenza da Febbraio 2020. La neonata è in coma vegetativo per via di una non comune meningo-encefalite pneumococcica. Attualmente ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica. Secondo i sanitari di Cosenza la bimba potrebbe essere dimessa a patto di ricevere un’assistenza domiciliare H24 che l’Asp di Vibo non è in grado di garantire. L’azienda sanitaria potrebbe offrire delle cure per la piccola che non sono minimamente paragonabili a quelle che le servirebbero realmente. Senza l’assistenza domiciliare H24 la piccola potrebbe morire. Entra in soccorso alla famiglia l’avvocato Pasqualfabrizio Francica Mayo di Panaia, del Foro di Vibo Valentia, che da anni li assiste. Quest’ultimo ha dichiarato: «L’Asp di Vibo attraverso una nota protocollata il 13 ottobre scorso propone una visita a settimana di un anestesista rianimatore, quattro visite a settimana di un infermiere esperto di rianimazione, due visite al mese di un fisiatra che, a sua volta, stabilirà un piano di Fisiokinesi-terapia e una visita a settimana di un pediatra ospedaliero esperto neonatologo».
Jacqueline

La zia: «Aiutateci, per favore»

Purtroppo, questo non è il solo problema. Infatti la casa della famiglia della piccola Jacqueline non è adatta. Le parole dell’assistente sociale sono state chiare e quando la neonata sarà dimessa non può abitare nell’appartamento che ora è dei genitori. La casa è troppo piccola e Jacqueline dovrà avere una stanza tutta sua con le attrezzature necessarie per la rianimazione. L’avvocato Pasqualfabrizio Francica Mayo di Panaia a tale riguardo ha affermato: «Nonostante le buone intenzioni manifestate nel corso di un recente incontro, il sindaco di Rombiolo, non ha assegnato alcun alloggio». Prende parola anche Marcela la nonna di Jacqueline che confessa: «So che un giorno Dio se la porterà con sé, ma fino ad allora vogliamo amarla, proteggerla. Vogliamo che stia a casa con i suoi genitori e i suoi fratellini, circondata d’amore e non in un lettino di un ospedale. Perché è viva mia nipote, respira, mi stringe la mano. Jacqueline è una piccola guerriera ed io lotterò per ottenere ciò di cui ha bisogno. Lotterò per garantire a lei e a tutte le persone che si trovano nelle sue stesse condizioni le cure necessarie. Aiutateci, per favore». >> tutte le notizie di Urbanpost

Per aiutare il piccolo angelo a trovare una casa e le cure necessarie, Marcela ha lanciato la campagna di crowdfunding “Una casa per Jacqueline” (https://www.gofundme.com/f/unacasaperjacqueline) sulla piattaforma Gofundme.com.

 

Fondazione Gimbe: “Italia tutta gialla a breve? Così non si controlla l’epidemia”

Chi è la ex moglie di Paolo del Debbio, il noto giornalista Mediaset