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Covid, per Bassetti è tempo di cambiare: «Isolamento solo per i positivi, non per i contatti»

Le lunghe code davanti alle farmacie, le centinaia di migliaia di persone vaccinate in isolamento per essere state a contatto con un positivo, il tracciamento saltato o comunque rallentato in mezza Italia. Sono questioni all’ordine del giorno con cui deve fare i conti il governo. Il dibattito monta nelle tv e i virologi si dividono: non sarebbe giusto modificare il bollettino, dando risalto al numero dei ricoverati (e ai pazienti in terapia intensiva), anziché al computo dei contagiati? Se è vero che la variante Omicron si manifesta con sintomi lievi, il dato dei positivi deve essere più dettagliato. Tra i più duri sull’argomento Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive dell’ospedale di Genova.

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Covid, per Bassetti è tempo di cambiare: «Isolamento solo per i positivi, non per i contatti»

“Deve cambiare tutto, non possiamo contrastare il Covid di dicembre 2021 con gli strumenti normativi del dicembre 2020 più dell’80% degli italiani è vaccinato e per loro il Covid, oggi, è poco più che un brutto raffreddore”, le parole del professor Bassetti al «Secolo XIX». L’esperto dice stop alle quarantene: “Abbiamo oltre 50mila casi Covid al giorno, diventeranno molti di più, finiamola con il tracciamento e le quarantene dei contatti. Chi è malato deve stare a casa e dobbiamo finire con il tracciamento. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo”. In verità Bassetti si era sfogato già sui social: “Ho seguito e sto seguendo centinaia di persone vaccinate con 2 o 3 dosi di vaccino che hanno il Covid. Ebbene queste persone hanno un raffreddore o una forma influenzale che dura 3-4 giorni. Nulla a che vedere con il Covid di un anno fa e con il Covid di chi non è vaccinato. Dobbiamo quindi continuare con la stessa metodologia di affrontarlo dello scorso anno? Tracciamento? Milioni di tamponi? Isolamento di tutti i contatti? Quarantene dalle durate variabili e diverse a seconda di chi le decide? Reparti Covid dedicati con personale sottratto alle altre attività sanitarie? Colori delle regioni decise sulla base degli ospedalizzati senza distinguere malati da colonizzati asintomatici?”.

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“Non si può affrontare questa fase con le stesse regole. Abbiamo oltre l’80% della popolazione che è protetta”

Il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Infettivologia dell’ospedale San Martino di Genova, sulla sua pagina Facebook, ha dichiarato: “Non si può affrontare questa fase con le stesse regole. Abbiamo oltre l’80% della popolazione generale che è protetta. Chi non è vaccinato dovrebbe farlo presto, ma se non ha ancora capito o voluto capire l’importanza del vaccino difficilmente lo farà senza regole nuove. Vedere code chilometriche nelle farmacie in questi giorni per fare il tampone serve a qualcosa? Con oltre 50.000 casi al giorno destinati a diventare molti di più nelle prossime settimane, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus. Chi è malato deve stare a casa, come sempre si sarebbe dovuto fare per le malattie infettive contagiose e dobbiamo finire con il tracciamento”. E ancora: “Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo. Il rischio, continuando così è trovarci tra pochissimo con milioni di persone isolate e in quarantena. Chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale? Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante e entriamo nella fase endemica con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse. Altrimenti sarà durissima”, le conclusioni di Bassetti. Leggi anche l’articolo —> Variante Omicron: i cinque sintomi ufficiali segnalati dagli esperti

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