Notizie | UrbanPost https://urbanpost.it/news/ Fri, 23 Oct 2026 14:18:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 https://media.urbanpost.it/wp-content/uploads/2017/01/cropped-urbanpost_icon-1-32x32.png Notizie | UrbanPost https://urbanpost.it/news/ 32 32 Scontri a Milano, il negoziante di Suzzara smette di vendere i passamontagna: «Li cerchino altrove, non da me». Una scelta personale, dice https://urbanpost.it/scontri-milano-il-negoziante-smette-di-vendere-passamontagna/ Fri, 23 Oct 2026 14:18:07 +0000 https://urbanpost.it/?p=787181 A Suzzara, in provincia di Mantova, un commerciante ha deciso di togliere dagli scaffali i passamontagna dopo le immagini degli scontri e dei saccheggi di Milano. «Li cerchino altrove, non da me», ha detto Xi Hu, per tutti Mario, titolare del Best Superstore. Altre notizie nella sezione Mantova. La decisione Il negoziante ha raccontato al… Leggi tutto »Scontri a Milano, il negoziante di Suzzara smette di vendere i passamontagna: «Li cerchino altrove, non da me». Una scelta personale, dice

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A Suzzara, in provincia di Mantova, un commerciante ha deciso di togliere dagli scaffali i passamontagna dopo le immagini degli scontri e dei saccheggi di Milano. «Li cerchino altrove, non da me», ha detto Xi Hu, per tutti Mario, titolare del Best Superstore. Altre notizie nella sezione Mantova.

Passamontagna scuri esposti su uno scaffale di un negozio: a Suzzara un commerciante ha deciso di ritirarli dalla vendita dopo gli scontri di Milano

La decisione

Il negoziante ha raccontato al Resto del Carlino di aver provato una “sensazione terribile” vedendo le scene di guerriglia e vandalismo e pensando ai danni subìti da tanti colleghi commercianti, osservando di poter diventare lui stesso vittima di azioni simili. Per questo ha scelto di non vendere più l’accessorio, che potrebbe essere usato per non farsi riconoscere durante le manifestazioni.

I passamontagna esauriti

Nei giorni scorsi, nel suo negozio, i cappelli erano andati esauriti, richiesti da molti giovani, senza che la fonte indichi alcun uso illecito da parte degli acquirenti. Il commerciante aveva pensato di continuare a venderli soltanto dietro presentazione di un documento d’identità, poi ha cambiato idea e ha preferito ritirarli del tutto.

Una scelta personale

Mario riconosce che la decisione potrebbe non servire a nulla. Rispondendo alle critiche arrivate sui social, rivendica la libertà della sua scelta: sospendere la vendita, spiega, è stata una decisione personale presa per fare qualcosa, anche se piccola, di fronte alla situazione che si sta vivendo.

Il contesto

La scelta arriva dopo le devastazioni di Milano del 17 e 18 ottobre e mentre, in vista del 24 ottobre, si preparano nuove mobilitazioni e un piano di sicurezza straordinario. Non risultano divieti di legge sulla vendita di passamontagna: la decisione riguarda soltanto questo negozio.

Cosa non è noto

Le fonti non indicano se altri commercianti abbiano adottato scelte analoghe né l’entità degli acquisti dei giorni scorsi. Le informazioni potranno essere aggiornate.

Fonte: Open (articolo di Antonia Verderosa), Il Resto del Carlino

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Scontri a Milano, parlano i genitori dei fermati: “Mio figlio? Un p***a” https://urbanpost.it/scontri-milano-genitori-dei-fermati-questura/ Tue, 20 Oct 2026 07:26:17 +0000 https://urbanpost.it/?p=787165 “Mio figlio? È stato un pirla. Se ha sbagliato, pagherà”. Sono le parole di un padre arrivato in via Fatebenefratelli, a Milano, per riprendere il figlio dopo i fermi seguiti agli scontri di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Tra i genitori in attesa davanti alla Questura le reazioni sono diverse: rabbia, delusione, paura, e… Leggi tutto »Scontri a Milano, parlano i genitori dei fermati: “Mio figlio? Un p***a”

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“Mio figlio? È stato un pirla. Se ha sbagliato, pagherà”. Sono le parole di un padre arrivato in via Fatebenefratelli, a Milano, per riprendere il figlio dopo i fermi seguiti agli scontri di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Tra i genitori in attesa davanti alla Questura le reazioni sono diverse: rabbia, delusione, paura, e anche chi sostiene che il figlio non abbia fatto nulla. Altre notizie nella sezione Milano.

Genitori in attesa davanti alla Questura di Milano, in via Fatebenefratelli, dopo i fermi seguiti agli scontri del 17 e 18 ottobre 2026
Giovani fermati per i disordini avvenuti a Milano, appena usciti dalla Questura mostrano la denuncia. Milano 19 ottobre 2026. ANSA/Lorenzo Attianese

Davanti alla Questura

In via Fatebenefratelli arrivano famiglie italiane, straniere e di seconda generazione, in Suv, treno o metropolitana. I genitori raccontano di aver saputo dei fermi in modi diversi: molti hanno scoperto da un video sui social che il figlio era in Duomo, altri hanno ricevuto una telefonata dalla Questura o dalla polizia nel cuore della notte, con l’invito a cercare un avvocato.

La rabbia dei padri

Un padre, parlando al telefono e poi rivolgendosi al figlio, dice: “Gli avrei spaccato la testa”, una frase che esprime la rabbia del momento. Un altro, lavoratore da decenni in Italia, è amareggiato: “Venire qua dopo 30 anni in Italia a spaccarmi la schiena tutti i giorni al lavoro…”. Per lui non ci sono scusanti: “Sono deluso. Se ha sbagliato, pagherà”. Secondo il Corriere della Sera, una madre ha lasciato l’auto in divieto di sosta pur di riabbracciare il figlio.

“Mi avevano detto che andavano in Duomo”

Diversi genitori dicono di non sapere cosa avessero fatto i ragazzi. “Oggi dovevano andare a scuola. Mi avevano detto che andavano in Duomo”, racconta un padre. Un altro: “L’ho chiamato, mi ha detto che era con gli amici in centro”. Una madre riferisce che il figlio le aveva detto di essere in Duomo con un amico, “che c’era casino”, e ritiene che “si sia trovato in mezzo”.

Chi si dichiara innocente

Alcuni dei fermati sostengono di non aver fatto niente. Un ragazzo protesta per le circa diciannove ore passate in Questura: racconta di essere arrivato con gli amici dopo aver visto sui social che c’era stato “casino” il sabato e di essere stato bloccato all’uscita della metropolitana. Un altro dice di essersi avvicinato per capire cosa succedesse al cugino fermato. Descrivono di essere stati in ventotto nella camera di sicurezza, con acqua e cibo ma coperte non sufficienti. Si tratta di versioni dei ragazzi, non verificate: la responsabilità di ciascuno sarà accertata dall’autorità giudiziaria.

La paura delle madri

Tra le testimonianze più forti, quella di una madre che cresce da sola i figli e che racconta di aver saputo del fermo del figlio minorenne da un video che le ha mostrato un parente. “Lui è un bravo ragazzo, si sarà fatto trascinare da amicizie sbagliate”, dice. Le è stato detto che avrebbe dovuto cercare un avvocato perché il ragazzo “andrà in carcere”. “Voglio solo abbracciarlo, e dirgli di fare la cosa giusta”, conclude. Un papà, preoccupato per il figlio ventunenne, insiste: “Lui è un buono”.

Il quadro giudiziario

Dei 271 accompagnati in Questura, 220 sono minorenni e 60 stranieri. Per gli undici maggiorenni arrestati la Procura ha chiesto il carcere; per i minorenni procede la Procura minorile e i procedimenti passano dal Tribunale per i minorenni, con pene ridotte. Chi ha meno di 14 anni non è imputabile.

Tutela dei minorenni

Trattandosi in gran parte di minorenni, non vengono diffusi nomi né elementi che possano consentirne l’identificazione, né quelli delle famiglie. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza.

Fonte: Open, Il Corriere della Sera, La Repubblica

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“C’è una bomba”: la stessa email di allarme in scuole di Arezzo, Frosinone e Verona. Evacuati centinaia di studenti https://urbanpost.it/ce-una-bomba-lallarme-inviato-via-email-alle-scuole/ Mon, 19 Oct 2026 12:30:22 +0000 https://urbanpost.it/?p=787162 “C’è una bomba all’interno dell’edificio”. È il testo di una email di allarme arrivata nella mattinata di lunedì 19 ottobre a diverse scuole italiane, da Arezzo alla provincia di Frosinone e al Veronese, e che ha fatto scattare le evacuazioni degli studenti. Ad Arezzo, dove sono state allontanate circa 600 persone, le verifiche non hanno… Leggi tutto »“C’è una bomba”: la stessa email di allarme in scuole di Arezzo, Frosinone e Verona. Evacuati centinaia di studenti

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“C’è una bomba all’interno dell’edificio”. È il testo di una email di allarme arrivata nella mattinata di lunedì 19 ottobre a diverse scuole italiane, da Arezzo alla provincia di Frosinone e al Veronese, e che ha fatto scattare le evacuazioni degli studenti. Ad Arezzo, dove sono state allontanate circa 600 persone, le verifiche non hanno trovato alcun ordigno: si è trattato di un falso allarme. Altre notizie nella sezione scuola.

Studenti evacuati nel parco di via Emilia ad Arezzo dopo un allarme bomba via email all'istituto Vasari, rivelatosi un falso allarme

Arezzo: 600 evacuati all’istituto Vasari

Poco prima delle 11, all’Istituto comprensivo “Giorgio Vasari” di via Emilia, ad Arezzo, è scattato l’allarme per un presunto ordigno, segnalato da una email anonima arrivata in pieno orario scolastico. I Vigili del fuoco hanno evacuato circa 600 persone tra studenti, della primaria e della secondaria, e personale scolastico. Sono intervenuti anche il 118, la Polizia locale, i Carabinieri e la Prefettura, ed è stato attivato il piano per le maxi emergenze. Gli studenti sono stati accompagnati nel vicino parco pubblico di via Emilia, dove hanno atteso i genitori, contattati d’urgenza dalla dirigente scolastica, per tornare a casa.

Frosinone: evacuata la sezione di Pratica

Un episodio analogo è avvenuto all’Istituto comprensivo di Supino, nella sezione distaccata di Pratica, in provincia di Frosinone, dove è stata evacuata la scuola dopo la ricezione della stessa identica email. Non sono stati comunicati il numero degli studenti allontanati né l’esito delle verifiche.

Verona: due istituti evacuati

Nel Veronese è stata disposta l’evacuazione di alunni e studenti in due istituti della provincia, dopo un allarme arrivato via email: il messaggio, riferisce Leggo, “pare scritto in arabo”. La lingua non indica di per sé l’origine né le intenzioni di chi ha inviato il messaggio, ed è un elemento che gli inquirenti dovranno verificare.

Falso allarme

Gli accertamenti compiuti ad Arezzo non hanno riscontrato alcuna bomba, confermando che si è trattato di un falso allarme. Sono in corso le verifiche sugli altri istituti e per risalire a chi ha inviato le email.

Cosa rischia chi manda falsi allarmi

Procurato allarme e minaccia sono reati: chi diffonde false notizie su attentati o bombe può essere denunciato. Gli accertamenti sono affidati alle forze dell’ordine.

Cosa non è ancora noto

Non è chiaro se le email siano partite dalla stessa fonte né quante scuole in totale le abbiano ricevute. Non sono noti ulteriori provvedimenti. Le informazioni potranno essere aggiornate.

Fonte: Leggo.it, Firenze Post, Italpress, NewsIstruzione, La Nazione

 

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Protesta dei tir, distributori a secco e supermercati semivuoti al Sud: cosa sta succedendo e cosa può accadere dopo il tavolo del 20 ottobre https://urbanpost.it/supermercati-vuoti-e-distributori-a-secco-ma-e-solo-linizio/ Mon, 19 Oct 2026 09:42:04 +0000 https://urbanpost.it/?p=787159 La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta producendo effetti sempre più concreti al Sud: distributori di benzina e gasolio a secco, scaffali di alcuni supermercati semivuoti, strade rallentate. Tir e mezzi pesanti continuano a presidiare snodi strategici in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, mentre il governo ha anticipato a martedì 20 ottobre il… Leggi tutto »Protesta dei tir, distributori a secco e supermercati semivuoti al Sud: cosa sta succedendo e cosa può accadere dopo il tavolo del 20 ottobre

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La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta producendo effetti sempre più concreti al Sud: distributori di benzina e gasolio a secco, scaffali di alcuni supermercati semivuoti, strade rallentate. Tir e mezzi pesanti continuano a presidiare snodi strategici in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, mentre il governo ha anticipato a martedì 20 ottobre il tavolo con le associazioni di categoria. Altre notizie nella sezione carburanti.

Scaffali semivuoti in un supermercato del Sud durante la protesta dei tir contro il caro gasolio e distributori di carburante a secco

Distributori a secco e code

Aumentano le stazioni di servizio rimaste senza carburante e, in quelle ancora aperte, si formano lunghe code. A Palermo molti automobilisti hanno anticipato il pieno, creando file davanti ai distributori con i prezzi più convenienti. In Basilicata e Calabria, riferiscono le cronache, si stanno esaurendo le riserve di diverse stazioni.

Supermercati semivuoti, soprattutto i freschi

I magazzini e i banchi dei supermercati iniziano a essere semivuoti, specialmente nei reparti dei prodotti freschi come frutta, verdura, latte e carne. A San Severo, nel Foggiano, sono state segnalate scarsità di farina, uova, latte e ortofrutta; a Cava de’ Tirreni, nel Salernitano, un supermercato è apparso svuotato in una foto rilanciata dal deputato Francesco Emilio Borrelli, mentre a Salerno alcuni cittadini hanno riferito che al momento non ci sono criticità. In Sicilia, a Messina e Trapani, si registrano le prime difficoltà di approvvigionamento, ma le carenze restano per ora limitate.

Il rischio per autobus e filiera

Le difficoltà riguardano anche le aziende agricole e i produttori, costretti a fare i conti con consegne bloccate e con il rischio di perdere parte del raccolto o della merce deperibile. In Sicilia a preoccupare sono le aziende di trasporto passeggeri: in assenza di nuovi rifornimenti di gasolio tra oggi e domani, il servizio potrebbe subire una drastica riduzione delle corse.

Strade e svincoli

I presìdi stradali, tra cui quelli ai caselli dell’A1 e dell’A30 nel Casertano e allo svincolo di Falerna dell’A2 in Calabria, rallentano i mezzi pubblici e allungano i tempi di percorrenza. Sulla Calabria, la protesta, con camion e trattori in quindici aree, non si ferma.

Il tavolo del 20 ottobre

Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato a martedì 20 ottobre l’incontro con le rappresentanze degli autotrasportatori, convocando anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. All’incontro, fissato per le 15 a Milano, è prevista la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. Il governo punta a disinnescare la protesta prima che si estenda, ma il rischio concreto, scrivono le cronache, è che se le proposte saranno giudicate insufficienti i blocchi proseguano anche oltre il tavolo.

La Commissione di garanzia

La Commissione di garanzia sugli scioperi si è attivata e, spiegano le fonti, sta “assumendo le opportune iniziative per individuare i responsabili dei blocchi”, per evitare che siano compromessi i diritti fondamentali dei cittadini.

Cosa può accadere

Se il blocco dei tir impedirà le consegne di carburante a depositi e distributori, nei prossimi giorni potrebbero aggravarsi le carenze di carburante e di alcuni generi alimentari. Si tratta di uno scenario condizionato all’evoluzione della protesta, non di una previsione certa.

Fonte: Today.it, Sky TG24, Giornale di Sicilia, SalernoToday, Torino Cronaca, ANSA

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Milano, seconda giornata di scontri: saccheggiati il Decathlon di piazza Cairoli e il Carrefour di via Torino. Oltre 160 giovanissimi portati in Questura, Meloni convoca una riunione sull’ordine pubblico https://urbanpost.it/scontri-a-milano-saccheggiato-negozio-in-pieno-centro-la-folla-incredula/ Mon, 19 Oct 2026 06:42:44 +0000 https://urbanpost.it/?p=787155 Una seconda giornata di violenze ha attraversato il centro di Milano: domenica 18 ottobre circa duemila giovanissimi si sono dati appuntamento in piazza Duomo e, dopo il pomeriggio di guerriglia di sabato, sono stati saccheggiati il negozio Decathlon di piazza Cairoli e il supermercato Carrefour di via Torino. Il sindaco Giuseppe Sala ha parlato di… Leggi tutto »Milano, seconda giornata di scontri: saccheggiati il Decathlon di piazza Cairoli e il Carrefour di via Torino. Oltre 160 giovanissimi portati in Questura, Meloni convoca una riunione sull’ordine pubblico

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Una seconda giornata di violenze ha attraversato il centro di Milano: domenica 18 ottobre circa duemila giovanissimi si sono dati appuntamento in piazza Duomo e, dopo il pomeriggio di guerriglia di sabato, sono stati saccheggiati il negozio Decathlon di piazza Cairoli e il supermercato Carrefour di via Torino. Il sindaco Giuseppe Sala ha parlato di “vetrine sfondate, negozi saccheggiati e cittadini impauriti”. La premier Giorgia Meloni ha convocato una riunione sull’ordine pubblico. Altre notizie nella sezione Milano.

L'interno del Decathlon di piazza Cairoli, a Milano, dopo il saccheggio durante gli scontri del 18 ottobre 2026

Domenica: di nuovo in piazza Duomo

Dopo l’appuntamento in piazza Duomo, centinaia di giovani si sono lanciati verso via Torino, infrangendo vetrine e pensiline degli autobus e lanciando in aria tutto ciò che trovavano. Gli agenti non hanno fatto in tempo a schierarsi sul lato di Palazzo Reale che i manifestanti avevano già invaso il sagrato del Duomo e le vie limitrofe. La cattedrale è stata chiusa in anticipo. Tra gli episodi segnalati, anche il danneggiamento di negozi in corso Vittorio Emanuele e in piazza San Babila, tra cui la Rinascente.

Decathlon e Carrefour saccheggiati

Giovani incappucciati hanno fatto irruzione nel Decathlon di piazza Cairoli, vandalizzandolo e portando via merce: secondo le cronache sarebbero state rubate delle biciclette. Anche il Carrefour di via Torino, dopo l’irruzione, è stato saccheggiato. Tensioni e danneggiamenti sono stati segnalati in zona Moscova, Brera e lungo corso Garibaldi, mentre la protesta si spostava verso il Castello Sforzesco con pietre e petardi contro la polizia.

Il bilancio di sabato

Per gli scontri di sabato 17 ottobre il bilancio provvisorio parla di 12 arresti, tra cui 11 minorenni (una ragazza), 72 persone accompagnate in Questura e almeno 22 denunciate. Almeno 90 agenti sono stati medicati in ospedale. Alcuni dei fermati avrebbero partecipato al saccheggio del negozio Foot Locker in corso Vittorio Emanuele: all’arrivo delle forze dell’ordine alcuni si erano barricati all’interno.

I danni per i commercianti

Secondo una prima valutazione di Confcommercio Milano, le perdite superano i 500mila euro, tra danni materiali e mancati incassi: molti esercizi del centro sono stati costretti a chiudere già alle 17.

I fermati di domenica

Nel pomeriggio e nella serata di domenica, riferiscono le cronache, oltre 160 giovanissimi sono stati portati in Questura, in alcuni resoconti più di 200, quasi tutti minori. Le posizioni sono al vaglio e la Digos sta procedendo con ulteriori accertamenti. La Questura ha aperto la strada agli arresti in flagranza differita, cioè al fermo poco tempo dopo i fatti sulla base delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

La politica: Sala, Piantedosi e il governo

Sala ha chiesto di nuovo più forze dell’ordine a Milano. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha definito il sindaco un “radical chic che non sa condannare i violenti”, e Sala ha replicato invitandolo a “pensare alla sua parte”. La presidente del Consiglio ha convocato una riunione sull’ordine pubblico, mentre le opposizioni hanno chiesto risposte alle istanze dei giovani.

Cosa non è ancora noto

Non sono ancora disponibili un bilancio definitivo di arresti, denunce e feriti né una stima ufficiale dei danni. Per tutte le persone fermate vale la presunzione di innocenza e, trattandosi in gran parte di minorenni, non vengono diffuse generalità.

Fonte: La Stampa, Il Giorno, MilanoToday, Today.it, Tgcom24, Leggo.it

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Fulvio Ielmini, chi è il 73enne indagato per la morte dell’ex Pierina Buffon: la denuncia di luglio, il frontale con la Jaguar e il cambio di accusa in femminicidio https://urbanpost.it/fulvio-ielmini-chi-e-il-73enne-che-avrebbe-travolto-e-ucciso-lex/ Sun, 18 Oct 2026 07:53:10 +0000 https://urbanpost.it/?p=787152 Da omicidio stradale a femminicidio: è cambiata l’ipotesi di reato per Fulvio Ielmini, 73 anni, indagato per la morte dell’ex compagna Pierina Buffon, 69 anni, travolta venerdì 16 ottobre in uno scontro frontale sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe provocato volontariamente l’impatto con la Jaguar che guidava. A fine luglio… Leggi tutto »Fulvio Ielmini, chi è il 73enne indagato per la morte dell’ex Pierina Buffon: la denuncia di luglio, il frontale con la Jaguar e il cambio di accusa in femminicidio

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Da omicidio stradale a femminicidio: è cambiata l’ipotesi di reato per Fulvio Ielmini, 73 anni, indagato per la morte dell’ex compagna Pierina Buffon, 69 anni, travolta venerdì 16 ottobre in uno scontro frontale sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe provocato volontariamente l’impatto con la Jaguar che guidava. A fine luglio la donna aveva già denunciato presunti comportamenti persecutori. Altre notizie nella sezione Varese.

Il luogo dello scontro frontale sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto, in cui è morta Pierina Buffon dopo l'impatto con l'auto dell'ex compagno

Chi è Fulvio Ielmini

Ielmini ha 73 anni e vive a Gallarate, in provincia di Varese. La relazione con Pierina Buffon, durata otto anni, era finita a giugno, dopo la decisione della donna di interrompere il rapporto. Secondo i familiari e la legale della vittima, l’uomo non avrebbe accettato la separazione. Dopo lo schianto è rimasto ferito, è ricoverato e piantonato all’ospedale di Varese e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico alla gamba sinistra.

Cosa era successo a luglio

“A fine luglio avevamo già denunciato all’autorità giudiziaria i comportamenti del signor Ielmini”, ha dichiarato l’avvocata Cinzia Botta, legale di Pierina Buffon. La denuncia riguardava presunti comportamenti persecutori, tra cui minacce e pedinamenti. Dopo la fine del rapporto, riferisce la difesa della donna, l’uomo avrebbe cercato di tornare in contatto con lei, presentandosi sotto casa. Dopo la morte della madre, i figli hanno riferito agli inquirenti i precedenti e gli elementi in loro possesso.

Lo schianto sulla tangenziale

L’allarme è scattato poco dopo le 9.20 di venerdì. Nell’immediato si era ipotizzato un malore della 69enne al volante. Secondo i primi riscontri, però, sarebbe stata la Jaguar dell’uomo a invadere la corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva l’utilitaria guidata dalla donna, morta sul posto. Nuovi rilievi sono stati eseguiti sabato dalla Polizia locale.

L’accusa del figlio

“È stata inseguita dal suo ex che si è fatto giustizia da solo. È stata aspettata e anche seguita, come dimostrano i video che ho in tasca”, ha dichiarato al Tg3 uno dei figli della donna. Le immagini a cui fa riferimento saranno consegnate ai magistrati: il loro contenuto non è stato reso noto.

Il cambio dell’ipotesi di reato

Inizialmente il fascicolo era aperto per omicidio stradale. Ora la Procura di Busto Arsizio procede per femminicidio, ipotizzando che l’impatto sia stato voluto, e ha disposto la perquisizione dell’abitazione dell’indagato. Sono stati sequestrati i telefoni cellulari della vittima e dell’ex compagno ed è prevista l’autopsia sul corpo della donna.

La difesa: “Accertare le condizioni mentali”

L’avvocato Angelo Luini, difensore di Ielmini, ha dichiarato: “Fondamentale, in questo momento, è stabilire le condizioni mentali del mio assistito”. Il legale ha confermato un carteggio con l’avvocato della controparte, nei mesi scorsi, sui presunti comportamenti disturbanti dell’uomo. Per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Cosa non è ancora noto

Non sono stati resi noti il contenuto dei video, gli esiti dell’autopsia né l’esito della denuncia presentata a luglio. Restano da chiarire la dinamica esatta dell’impatto e la volontarietà del gesto.

Se subisci stalking o violenza

Chi subisce persecuzioni o violenza da un ex partner può chiamare il 1522, il numero antiviolenza e antistalking gratuito, attivo 24 ore su 24, o rivolgersi alle forze dell’ordine al 112.

Fonte: Il Messaggero, ANSA, Il Giorno, Il Mattino, Malpensa24, Giornale di Sicilia

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No Meloni Day, cortei degli studenti in tutta Italia: tre minorenni arrestati a Torino e oltre 50 identificati, bombe carta e petardi a Roma. Meloni: “Condannare le violenze” https://urbanpost.it/cortei-degli-studenti-arrestati-tre-minorenni-disagi-e-caos-ovunque/ Sat, 17 Oct 2026 12:25:33 +0000 https://urbanpost.it/?p=787146 Cortei in decine di città, tensioni a Torino e a Roma e tre minorenni arrestati a Torino. È il bilancio della giornata del “No Meloni Day”, la mobilitazione degli studenti di venerdì 16 ottobre contro il decreto scuola, i tagli e le spese militari. Secondo gli organizzatori sono scesi in piazza oltre 400mila giovani. Altre… Leggi tutto »No Meloni Day, cortei degli studenti in tutta Italia: tre minorenni arrestati a Torino e oltre 50 identificati, bombe carta e petardi a Roma. Meloni: “Condannare le violenze”

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Cortei in decine di città, tensioni a Torino e a Roma e tre minorenni arrestati a Torino. È il bilancio della giornata del “No Meloni Day”, la mobilitazione degli studenti di venerdì 16 ottobre contro il decreto scuola, i tagli e le spese militari. Secondo gli organizzatori sono scesi in piazza oltre 400mila giovani. Altre notizie nella sezione scuola.

 

Torino: tre minorenni arrestati e oltre 50 identificati

Il bilancio più pesante arriva da Torino. La Questura ha comunicato l’arresto in flagranza di tre minorenni per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. I tre sono stati anche denunciati per porto di oggetti atti a offendere: due avevano spray urticanti, uno aveva delle pietre. Oltre 50 manifestanti sono stati identificati. Durante il corteo, in centro, ci sono stati lanci di sassi e torce contro gli agenti e cariche delle forze dell’ordine. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza, e trattandosi di minorenni non sono state diffuse le generalità.

Roma: bombe carta e petardi contro il ministero

Nella Capitale, secondo ANSA, i liceali in corteo hanno parlato di 20mila partecipanti. Lungo il percorso, all’altezza di via Marmorata, un gruppo di incappucciati ha lanciato bombe carta e petardi e fatto rotolare cassonetti sulla carreggiata. Arrivato in viale Trastevere, il corteo ha lanciato petardi contro il ministero dell’Istruzione. Nelle informazioni disponibili non risultano arresti a Roma.

Altre città

Momenti di tensione anche a Bologna, davanti alla stazione, e a Verona, mentre in molte altre città, da Milano a Napoli, da Padova a Cagliari, i cortei si sono svolti senza incidenti di rilievo, con occupazioni di scuole e iniziative di protesta.

Gli agenti feriti

I sindacati di polizia parlano di una decina di agenti feriti tra Torino e Roma, mentre la premier Giorgia Meloni ha richiamato un bilancio di 17-18 appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti negli scontri: i numeri non coincidono e non è chiaro come siano stati calcolati.

Meloni: “Condannare le violenze”

La premier ha distinto il diritto degli studenti a manifestare dagli episodi di violenza: “Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha detto, chiedendo alle opposizioni di prendere posizione. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di “teppismo politico” e di aggressione alle istituzioni. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto risposte concrete alle richieste dei giovani. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, aveva invitato gli studenti a isolare i violenti.

Perché protestavano

Le manifestazioni, proclamate da Rete degli Studenti, Uds, Osa e Cambiare Rotta, chiedevano più investimenti nella scuola, contro le strutture che cadono a pezzi, i fondi per le spese militari e il decreto sul tetto agli studenti stranieri nelle classi, con solidarietà agli studenti francesi. Secondo i promotori la mobilitazione non finisce qui.

Fonte: Il Messaggero, Ansa, Giornale La Voce, Corriere Etneo, Online News

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carburanti, protesta degli autotrasportatori anche in Campania: tir al casello di Nola, latte versato dalle autocisterne sulla A30 e blocchi a Caianello e Caserta Sud https://urbanpost.it/caro-carburanti-protesta-autotrasportatori-blocchi-di-tir-e-latte-gettato-in-autostrada/ Fri, 16 Oct 2026 07:45:57 +0000 https://urbanpost.it/?p=787142 È partita a mezzanotte anche in Campania la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Venerdì 16 ottobre i tir hanno bloccato il casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e le autocisterne hanno versato latte sull’asfalto con le pompe. Blocchi anche ai caselli di Caianello, sulla A1, e di Caserta Sud. Altre notizie nella sezione… Leggi tutto »carburanti, protesta degli autotrasportatori anche in Campania: tir al casello di Nola, latte versato dalle autocisterne sulla A30 e blocchi a Caianello e Caserta Sud

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È partita a mezzanotte anche in Campania la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Venerdì 16 ottobre i tir hanno bloccato il casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e le autocisterne hanno versato latte sull’asfalto con le pompe. Blocchi anche ai caselli di Caianello, sulla A1, e di Caserta Sud. Altre notizie nella sezione carburanti.

Camion fermi al casello di Nola, sull'autostrada A30, durante la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti in Campania

Il blocco a Nola e il latte sull’A30

Secondo Fanpage, il casello di Nola è stato bloccato dai mezzi pesanti e le autocisterne hanno gettato latte sulla A30, con le pompe. I manifestanti hanno comunque lasciato una corsia libera per consentire il passaggio delle auto.

Code e disagi

Le agitazioni hanno provocato lunghe code di auto, con disagi anche per raggiungere l’asse mediano: file lunghe sull’A30, sia all’ingresso sia all’uscita dello svincolo, all’altezza del chilometro 18,9. Disagi segnalati anche a Villa Literno e sulla A1 Milano-Napoli, all’altezza di Caianello. Altri blocchi si registrano al casello di Caserta Sud. Secondo le cronache, la protesta si allarga di ora in ora.

La richiesta alla Regione

I camionisti chiedono un intervento in primo luogo della Regione Campania, alla quale è già stata inviata una lettera per chiedere un incontro. Non risultano, nelle informazioni disponibili, risposte della Regione.

I sindacati: “Prevenire l’esplosione delle tensioni”

Sul caro carburanti sono intervenuti Angelo Lustro, segretario generale di Filt Cgil Campania, e Pierino Ferraiuolo, segretario generale di Uiltrasporti Campania, che avevano scritto al presidente della Regione, Roberto Fico, e al vicepresidente e assessore ai Trasporti, Mario Casillo. “Il caro carburanti sta mettendo in difficoltà interi settori dell’economia”, sostengono, aggiungendo che non è escluso che altre categorie si uniscano alla mobilitazione.

Il rischio per i consumatori

I due sindacalisti avvertono che il rischio concreto è che a pagare il conto siano ancora una volta i cittadini, “attraverso ulteriori aumenti dei prezzi al consumo e possibili difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni beni di prima necessità”. Dicono di sperare che questo scenario non si verifichi e rivendicano l’iniziativa di costruire un fronte comune tra istituzioni, imprese e rappresentanze del lavoro per sostenere autotrasportatori, agricoltori e le altre categorie colpite.

Il quadro nazionale

La protesta in Campania si inserisce in una mobilitazione più ampia del settore, con presìdi segnalati anche in Calabria e in Puglia e l’ultimatum al governo lanciato nei giorni scorsi da Unatras e Conftrasporto, che minacciano un fermo nazionale se non verranno convocati. Il fermo nazionale, per ora, non è stato proclamato.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Pierluigi Frattasi

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Napoli, grosso incendio in un capannone industriale di via Brin: colonne di fumo nero, vigili del fuoco al lavoro. Non risultano feriti https://urbanpost.it/maxi-incendio-poco-fa-nube-di-fumo-visibile-in-tutta-la-citta-cose-successo/ Fri, 16 Oct 2026 07:09:04 +0000 https://urbanpost.it/?p=787139 Un grosso incendio si è sviluppato nella mattinata di venerdì 16 ottobre in un capannone industriale di Napoli, in via Brin, al civico 28. Colonne di fumo nero si stanno levando dall’area, dove sono al lavoro i vigili del fuoco. Al momento non risultano feriti. Dove sono scoppiate le fiamme Secondo quanto riferisce l’ANSA, le… Leggi tutto »Napoli, grosso incendio in un capannone industriale di via Brin: colonne di fumo nero, vigili del fuoco al lavoro. Non risultano feriti

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Un grosso incendio si è sviluppato nella mattinata di venerdì 16 ottobre in un capannone industriale di Napoli, in via Brin, al civico 28. Colonne di fumo nero si stanno levando dall’area, dove sono al lavoro i vigili del fuoco. Al momento non risultano feriti.

Colonne di fumo nero si levano da un capannone industriale in fiamme in via Brin, a Napoli, dove sono al lavoro i vigili del fuoco

Dove sono scoppiate le fiamme

Secondo quanto riferisce l’ANSA, le fiamme sarebbero partite dall’autoparcheggio King e avrebbero interessato un’autospazzatrice lì parcheggiata. Il fuoco si sarebbe poi esteso a un box deposito di merce di origine cinese.

Vigili del fuoco e carabinieri sul posto

Sono in corso le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, allertati dalla Centrale operativa.

Nessun ferito

Nelle informazioni disponibili non risultano persone ferite o coinvolte dall’incendio.

Cosa non è ancora noto

Non sono ancora note le cause delle fiamme, l’entità dei danni né se siano state diffuse indicazioni alla popolazione. Il quadro è in evoluzione e sarà aggiornato.

Cosa fare in caso di fumo

In caso di colonne di fumo vicine all’abitazione, è consigliabile in via precauzionale tenere chiuse finestre e porte, evitare di sostare all’aperto nelle vicinanze e seguire le indicazioni delle autorità e del Comune.

Fonte: Ansa

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Sciopero scuola oggi, venerdì 16 ottobre: lezioni a rischio ma non ovunque. Chi aderisce, dove e perché si protesta https://urbanpost.it/sciopero-scuola-oggi-16-ottobre-2026-sisa-lezioni-a-rischio-chi-aderisce/ Fri, 16 Oct 2026 06:37:59 +0000 https://urbanpost.it/?p=787136 È in corso oggi, venerdì 16 ottobre, lo sciopero nazionale della scuola: possibili ingressi posticipati, uscite anticipate o classi senza lezione, a seconda delle adesioni di ogni istituto. L’astensione dal lavoro riguarda docenti, dirigenti e personale Ata, a tempo determinato e indeterminato. Altre notizie nella sezione sciopero Chi sciopera oggi Le mobilitazioni sono due. La… Leggi tutto »Sciopero scuola oggi, venerdì 16 ottobre: lezioni a rischio ma non ovunque. Chi aderisce, dove e perché si protesta

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È in corso oggi, venerdì 16 ottobre, lo sciopero nazionale della scuola: possibili ingressi posticipati, uscite anticipate o classi senza lezione, a seconda delle adesioni di ogni istituto. L’astensione dal lavoro riguarda docenti, dirigenti e personale Ata, a tempo determinato e indeterminato. Altre notizie nella sezione sciopero

Studenti all'ingresso di una scuola: venerdì 16 ottobre sciopero nazionale proclamato dal Sisa e stop locale dell'Usb a Livorno

Chi sciopera oggi

Le mobilitazioni sono due. La prima, a carattere nazionale, è stata proclamata dal Sisa, il Sindacato indipendente scuola e ambiente, per l’intera giornata. La seconda è indetta dall’Usb Pubblico Impiego Scuola ed è limitata agli istituti della provincia di Livorno: secondo alcune fonti è legata allo sciopero globale per il clima di Friday for Future. Lo ha comunicato il ministero dell’Istruzione e del Merito con l’avviso n. 60 del 9 ottobre 2026.

Perché si protesta

Al centro della protesta nazionale ci sono i salari, con la richiesta di un aumento del 20% degli stipendi per recuperare l’inflazione, e il lavoro precario. Il Sisa chiede anche una stabilizzazione più rapida dei precari e un piano straordinario di assunzioni per il personale Ata.

Le scuole sono chiuse?

Lo sciopero non comporta la chiusura automatica degli istituti: dipende dal numero di insegnanti e di operatori che aderiranno, scuola per scuola. In alcune scuole le lezioni si svolgeranno regolarmente, in altre potrebbero esserci ingressi posticipati, uscite anticipate o altre modifiche all’orario. Il personale non è obbligato a dichiarare in anticipo l’adesione.

Un’adesione che di solito è contenuta

Secondo i dati Aran, il Sisa non risulta rappresentativo a livello nazionale. Nei precedenti scioperi indetti dal solo sindacato, le adesioni nazionali sono state tra lo 0,60% di ottobre 2023 e il 7,43% di novembre 2023. È quindi plausibile che i disagi restino limitati a singole scuole o classi, ma la situazione può cambiare da istituto a istituto.

Quando si sapranno i numeri

Le segreterie scolastiche devono inserire i dati sulle adesioni su Checkpoint e sul sistema Sidi tra il 16 e il 19 ottobre: sono i due canali attraverso cui il ministero raccoglie i numeri definitivi della protesta. I dati ufficiali, dunque, arriveranno nei prossimi giorni.

Cosa devono fare i genitori

Conviene controllare il registro elettronico e le circolari della scuola, e accompagnare i figli fino all’ingresso per verificare che il servizio sia regolare.

Fonte: Leggo.it, Adnkronos, Sky TG24, Skuola.net, Studenti.it, Virgilio Sapere

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